Lasagne, come farne a meno

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di Marcus Dardi – Le lasagne sono il piatto più antico della tradizione italiana.

La parola deriva dal latino e dal greco antico, in entrambe le lingue la traduzione in italiano presenta il significato di “floscio, molle”.

I latini le chiamavano “Làganum” ed i greci le chiamavano “Làganon”.

Se ne trovano tracce nella Magna Grecia ed in Etruria attraverso opere di illustri autori, ad esempio nelle Satire di Orazio in cui si fa un accenno alla forma di questa pasta.

Le prime ricette scritte però si troveranno solo in libri del XIV secolo. Oggi le lasagne più famose sono quelle che seguono la ricetta della Lasagne al forno alla bolognese a strati fatte con: pasta all’uovo, besciamella e sugo al ragù di carne.

Questo piatto è presente in tutte le regioni d’Italia e si differenzia da regione a regione nella farcitura degli strati di lasagne.

Nel Nord Italia con il termine Lasagne si indicava anche un tipo di pasta a strisce di 2 centimetri di larghezza. per differenziarle, le chiamiamo più semplicemente “Tagliatelle”. Nella provincia di Verona, infatti, il termine lasagne indica tagliatele.

Nei tempi passati, quando la farina bianca di grano duro era un privilegio di pochi, si facevano anche le lasagne con degli impasti di farina bianca al 20% e il restante con farina di farro, semola di grano duro e con la farina di castagne.

Queste lasagne “povere” venivano chiamate Lasagne Bastarde o Lasagne Matte.

Video: la società de li magnaccioni

Photo by Kristine Tumanyan 

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