La società de li magnaccioni

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di Marcus Dardi – Quando si parla di musica popolare allegra e scherzosa l’associazione mentale più rapida che ci viene in mente è quella dello stornello.

Questo tipo di canzone è tipico dell’Italia centrale ed in particolare della Toscana, del Lazio e delle Marche. Meno noti invece sono gli stornelli salentini e particolarmente ricercati quelli in lingua grika, lingua grecofona che ci proviene dalla antichissima Magna Grecia.

Sembra che il termine “stornello” derivi dall’antica usanza di cantare a storno, cioè a rimbalzo, facendo delle vere e proprie gare di rime, frasi, insulti e scherzi. Praticamente, nelle antiche osterie, ci si divertiva sfidandosi in un duello originale: cantandosi addosso.

Nella storia della canzone italiana si ricorda di una straordinaria sfida all’ultima rima tra due celebri personaggi dello spettacolo: il grande Ettore Petrolini, versus Armando Gill che fu il primo cantautore italiano.
Un giorno, in un ristorante di Trastevere, i due personaggi seduti per pranzare in due tavoli diversi, si riconobbero con reciproca sorpresa. I due iniziarono spontaneamente una gara di rime, usando, per sfidarsi, la metrica degli stornelli.
Alla fine della loro particolare “Stornell-Tenzone” Petrolini si alzò dal tavolo e si diresse verso Armando Gill complimentandosi per la sua bravura.
Armando Gill è l’autore della celebre canzone: “Come Pioveva” e della macchietta napoletana “E allora?”.

Pensando a questa situazione, non si può che ricordare lo stornello più celebre del nostro patrimonio folk, la stornellata romana più classica che ci sia, una stornellata di inestimabile valore affettivo, una stornellata di fine ottocento: “La società de li magnaccioni”.

Questa canzone popolare romana fu riproposta da Armandino Bosco un artista di strada di 15 anni che diventò poi un cantante folk romano tra i più amati. Fu resa nota al grande pubblico da Gabriella Ferri e da Luisa de Santis. La Ferri esordì in televisione proprio con questa canzone in un programma “la fiera dei sogni” condotto da Mike Bongiorno.
Questa canzone fu poi cantata anche da Lando Fiorini e dal grande Claudio Villa.

Photo by Joyce Romero

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