La satira antiaustriaca, la moglie di Cecco Beppe…

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di Marcus Dardi – La Moglie di Cecco Beppe e Varda Gyulay. Questa canzone popolare veniva cantata nelle osterie e prendeva di mira la principessa Sissi che era la moglie dell’imperatore Francesco Giuseppe detto appunto, in milanese, Cecco Beppe. La canzone faceva parte della crescente lotta contro l’impero Austroungarico ed era cantata nella metà del 1800.

Un po’ di storia

Cecco Beppe, è il soprannome popolare e dispregiativo dato dai milanesi all’imperatore Francesco Giuseppe d’Asburgo, ai tempi della dominazione austriaca in Italia.

Sua moglie era la bellissima Elisabetta di Baviera – Elisabetta Eugenia Amalia di Wittelsbach, detta Sissi, nata duchessa di Baviera, fu imperatrice d’Austria, regina apostolica d’Ungheria e regina di Boemia e di Croazia,

Essendo la consorte di Francesco Giuseppe d’Austria, fu a lungo oggetto di scherno da parte di coloro che si sentivano “il popolo oppresso” e questa canzone ne è la conferma.

Sissi morì a Ginevra nel 1898 uccisa da una stilettata al cuore da parte dell’anarchico italiano Luigi Lucheni..

Il 18 marzo del 1848 vi furono le 5 Giornate di Milano e ll presidio dell’Impero austriaco a Milano era fortissimo e comandato da un generale di lungo corso, Josef Radetzky. Sebbene più che ottantenne, Radetzky era energico e rigido: la vera espressione della severa mentalità militare austriaca che non aveva alcuna intenzione di cedere.

La città allora era capitale del Regno Lombardo-Veneto, e vice-capitale dell’Impero Austroungarico. La dominazione austriaca era dura, e finalizzata soprattutto a spremere il più possibile finanziariamente quella che era la parte più prospera e sviluppata dell’Impero. Da qui il malcontento della popolazione, ed il desiderio di liberarsi dal giogo per partecipare alla costruzione di una nazione italiana libera ed indipendente.

Varda Gylay

Varda Gyulay che viene primavera si cantava nelle osterie milanesi del 1958.

Ferenc Gyulay è stato un politico e un generale ungherese, abile stratega e militare, di grandissima esperienza. Venne battuto rovinosamente dall’esercito franco-piemontese, nel corso della seconda guerra d’indipendenza italiana, nella famosa battaglia di Magenta del 4 giugno 1859 costringendolo a ritirarsi e a permettere al generale Mac Mahon di fare il suo ingresso a Milano, occupando la capitale del Regno lombardo-veneto e dando il via al processo di unificazione nazionale.

Eslisabetta di Baviera Francesco Giuseppe Ferenz Gyulay

Ecco i testi:

La moglie di Cecco Beppe

La moglie di Cecco Beppe l’andava in bicicleta,

ghe s’è se stortàa el manuber, l’ha faa ona piroleta

bim, bom, bom al rombo del cannon,

bim, bom, bom al rombo del cannon

La moglie di Cecco Beppe l’e andada a la Buvisa,

ghe s’è sciupà na bumba sota la camisa,

bim, bom, bom al rombo del cannon,

bim, bom, bom al rombo del cannon

La moglie di Cecco Beppe faceva la tranviera,

l’u vista l’altra sera in sul tram cu la ligera,

bim, bom, bom al rombo del cannon,

bim, bom, bom al rombo del cannon

Varda Giulaj

Varda Giulaj che vegn la primavera, Varda Giulaj che vegn la primavera,

Varda Giulaj che vegn la primavera,

se guardarem in cera cui bum bum dei canun.

Varda Giulaj che vegn la primavera, Varda Giulaj che vegn la primavera,

Varda Giulaj che vegn la primavera,

Te mettarem sull’ era a batte el furmentun.

Varda Giulaj che vegn la primavera, Varda Giulaj che vegn la primavera,

Varda Giulaj che vegn la primavera,

se guardarem in cera cui bum bum dei canun.

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