Curarsi con i doni delle api. Il segreto di lunga vita

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di Marcus Dardi – Le proprietà terapeutiche del miele sono state scoperte nell’antico passato della nostra Storia.

Più di 8000 anni fa i Sumeri conoscevano già, le virtù medicinali del miele.

Gli archeologi hanno rinvenuto delle tavolette a caratteri cuneiformi su cui erano incise alcune ricette mediche a base di miele.

In questa terza parte del nostro racconto sul miele mi sembra bello poter sposare la causa di questo alimento che è anche un meraviglioso farmaco naturale.

Sin dall’antichità il miele veniva usato come ricostituente, disintossicante, antibatterico e persino come antidepressivo.

Sempre nell’antichità, e fino al medioevo, si medicavano le ferite con impacchi di miele.

Nel medioevo, e più precisamente nel 1100, la Santa Badessa Guaritrice Ildegarda di Bingen ne faceva abbondante uso nelle sue cure.

Il miele ha tanti segreti ma forse, uno dei più importanti, è lo zucchero invertito che altro non è che una miscela di glucosio, destrosio e fruttosio. Questa miscela è la sua componente principale.

Vediamo alcuni aspetti pratici:

Il miele è un ottimo aiuto per combattere le cardiopatie. E’ un ottimo disintossicante perché aiuta il fegato a funzionare meglio. Se sciolto lentamente in bocca protegge la gola e tutto il cavo orale. Aiuta a curare l’asma bronchiale.

Ma quanto se ne deve prendere di miele? La risposta non può che essere soggettiva.

Diciamo semplicemente che tre cucchiaini da caffè al giorno possono essere un ottimo beneficio per la nostra salute.

Le api non fanno solo il miele, infatti esse raccolgono polline, producono la pappa reale, la propoli, producono la cera, fanno tutto da sole e non dormono mai.

Vediamo di capirci di più.

In termini scientifici il polline è l’elemento maschile del fiore che viene trasportato dal vento o dalle api ai fiori femminili.

Il nettare è una soluzione acquosa e zuccherina prodotta dalle piante mellifere mediante i fiori per attirare gli insetti impollinatori.

La propoli si ricava dai pioppi, dagli ippocastani e dalle conifere. Con la propoli le api sigillano fori, fessure, riparano danni e ricoprono gli oggetti estranei all’alveare inclusi i ceppi morti di topi, bisce, mosche e altri animaletti che dentro l’alveare potrebbero provocare infezioni. Il propoli è anche un potente antibatterico.

Per fare 1 gr di polline occorrono dai 14.000 ai 300.000 granuli. Le api ne raccolgono una media di 50 Kg., annui per sciame. In Italia vi sono più di un milione di sciami che vengono curati da circa 100.000 apicultori. L’80% degli apicultori sono amatori.

Il polline contiene 20 dei 22 amminoacidi naturali esistenti. 2 cucchiaini al giorno bastano al fabbisogno proteico giornaliero.

La cera viene prodotta dalla secrezione delle ghiandole addominali dell’ape. Il compito di produrla spetta alle api costruttrici (dal 11° al 18° giorno di vita). Per fare una cella dell’alveare occorrono fino a 100 api.

Anche il veleno delle api ha la sua funzione. Le api ne posseggono di più se son ben nutrite di polline. In medicina umana il loro veleno, l’apina, si usa come stimolante per la produzione di cortisone nell’organismo.

I tipi di miele sono tantissimi e ne citiamo solo alcuni: melissa, tiglio, trifoglio, millefiori, acacia, menta, biancospino, erica, timo, lavanda, rosmarino, eucalipto, castagna e altri ancora.

Quanto sopra descritto non vuole e non è assolutamente un articolo scientifico però, da quello che ho scoperto, posso solo dirvi che moltissimi apicultori sono ultracentenari. Valutate voi.

Photo by James Wainscoat

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