Come Pioveva. Il primo marketing discografico italiano

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di Marcus Dardi – Come pioveva…

La storia di questa canzone supera, in interesse, bellezza e curiosità, la fama del brano stesso.

Come Pioveva è una delle prime vere canzoni italiane scritta dal primo cantautore italiano: Armando Gill.

Fine e raffinato presentò questa canzone al Café concerto Trianon di Napoli nel 1918.

Armando Gill amava firmarsi così: “versi di Armando e musica di Gill cantati da sé medesimo”.

Il suo vero nome però era Michele Testa, nato a Napoli il 23 luglio 1877.

Di lui è passato alla storia un famosissimo duello con Petrolini in rima svoltosi in un loro incontro assolutamente casuale in un ristorante romano di Trastevere. I due si sfidarono in un lungo duello di rime fino a quando il grande Petrolini si arrese e volle al suo tavolo armando Gill per festeggiare insieme la “Gran Tenzon all’ultima Rima”.

Ma dove sta la bellezza della storia di questa canzone?

Alcuni si ricorderanno che questa canzone fu usata in una parodia cantata da Coppi e Bartali al Musichiere del 1959 dove i due si prendevano in giro reciprocamente cantando “come perdevi” con versi scritti appositamente per quello sketch televisivo.

La storia più bella però sta nel fatto che per il lancio della canzone Napoli fu tappezzata da manifesti in cui era disegnato un ombrello. Tutti si domandavano che cosa si stesse escogitando. Una o due settimane dopo si sostituiscono i manifesti con un disegno dell’ombrello più il nome della canzone e dell’autore. Subito dopo venne presentata la canzone.

Fu un enorme successo e la canzone, molto dolce e romantica continua ancor oggi ad essere trasmessa.

Curiosità: questo trucco non vi ricorda per caso un grande manifesto posto all’ingresso autostradale di Milano Certosa dove c’era scritto Forza Italia?

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