Camerè porta mez liter: quando l’osteria era la TV

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di Marcus Dardi – Nel nostro viaggio attraverso la canzone popolare, dove si raccontano storie e tradizioni, non possiamo evitare di parlare spesso delle canzoni d’osteria.
Ecco dunque una tipica canzone d’osteria dell’800 certamente nata, come tante altre di questo genere, nel periodo delle grandi guerre risorgimentale e forse anche prima. Il tema è sempre quello della tragedia dell’addio e dell’incertezza sul ritorno a casa dalla guerra.

Il mezz’ liter fu imposto da un’ordinanza del reggente governo spagnolo che nel 1616 obbligava tutti «gli hosti, tavemari, bettolinari e camere locande di questa città, borghi e corpi santi» che i boccali per il vino avessero una capacità, stabilita per legge, di mezzo litro. Questo per evitare trucchi, imbrogli e truffe.

Perché era così importante l’osteria?
L’osteria, in tempi in cui non c’era ancora la Radio, la Televisione e i quotidiani erano riservati solo a pochi, l’osteria era il massimo punto di aggregazione e di informazione popolare.
Per onor d’informazione, la radio fu inventata nel 1895 da Guglielmo Marconi mentre la prima stazione radio fu aperta nel 1919 da Franck Conrad a Pittisbug.
La televisione fu inventata nel 1925 dallo scozzese John Logie Baird e la prima programmazione ufficiale e regolare in Italia, dopo le prime sperimentazioni del 1934, partì il 3 gennaio 1954.
Sebbene la stampa a caratteri mobili fu inventata da Gutemberg nel 1455, il primo quotidiano stampato regolarmente fu il Leipziger Zeitung del 1650 mentre il quotidiano più antico d’Italia è la Gazzetta di Mantova il cui primo numero è datato 1664. Ma i giornali venivano letti da pochi poiché in Italia l’analfabetismo, nell’anno dell’unità d’Italia del 1861, era del 75%.
Oggi, purtroppo, nel paese a forma di Stivale, si stimano ancora 2 milioni di analfabeti.

Photo by Louis Hansel

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