Via le mascherine all’aperto ma i fattori di rischio restano alti

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In Italia il numero di vaccinati è molto alto, ”ecco perché è stato deciso di abolire l’obbligo di indossare la protezione all’aperto nell’ottica di procedere verso un progressivo allentamento delle misure attuali. una prescrizione introdotta con strumenti legali. Ma non vorrei passasse il messaggio, sbagliato e pericoloso, che non sia più necessario usarle. Le precauzioni individuali devono restare ben salde. Evitare gli assembramenti, mantenere il distanziamento fisico. Questi comportamenti restano comunque preziosi per ridurre il rischio di contagio dell’infezione trasmessa per via aerea, specie quando si è a contatto con non vaccinati”. Lo dice al Corriere della Sera Stefania Salmaso, dell’Associazione italiana di epidemiologia, sottolineando che ”non va cancellata la nostra capacità di giudizio nel continuare a utilizzare la mascherina nelle occasioni in cui è indispensabile: sui mezzi pubblici, quando ci si avvicina a persone non immunizzate o cagionevoli di salute”. “I dati sperimentali – riferisce l’epidemiologa – dicono che il rischio di contagiarsi diminuisce con l’aumentare della distanza e dipende dalla ventilazione del luogo frequentato che favorisce la dispersione del virus. Nel periodo in cui le MASCHERINE sono state indossate da tutti, influenza e morbillo, malattie che si trasmettono per via aerea, si sono azzerate. Difficile predire quando il Covid non sarà più una minaccia – aggiunge – Anche se stiamo osservando il calo della curva epidemica, teniamo a mente che il numero delle nuove infezioni è sempre alto, che i ricoveri sono in discesa ma sostenuti e che i morti sono ancora tanti e non sappiamo a quale livello di incidenza verrà raggiunto l’equilibrio dell’endemia”.

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