Variante Delta, scarso controllo in Italia. Così si rischia di buttar via tutti i sacrifici

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 Riporta oggi il Corriere della Sera un dato che non è trionfalistico. Anzi. E che rischia di compromettere tutti i sacrifici fin qui fatti per superare l’emergenza.

Ecco quanto si legge. “L’Italia però sul versante delle analisi genomiche non fa ancora abbastanza ed è indietro anche nella condivisione dei dati. La soglia minima di sequenziamenti richiesta dal Centro europeo per la Prevenzione e Controllo delle Malattie (ECDC) è del 5% , soglia che la stessa agenzia di monitoraggio europea caldeggia possa salire fino al 10%. Secondo la banca dati internazionale Gisead a inizio pandemia l’Italia sequenziava lo 0,7% dei tamponi positivi, oggi siamo all’1,3% con regioni virtuose come l’Abruzzo (6.76%), l’Alto Adige (5,75%) e la Sardegna (4,92%) e regioni fanalino di coda come la Valle d’Aosta (0,09%), Basilicata (0,12%), Puglia (0,27%). Lazio e Lombardia non spiccano con 0,8%. A fare da apripista per il sequenziamento di Sars-CoV-2 è stato il Regno Unito, che oggi fa l’analisi genomica del 32,8% dei tamponi positivi”.

“Molto preoccupato per la variante indiana”, per niente comprensivo “dei capricci di chi spinge per ammorbidire l’obbligo della mascherina“, assolutamente favorevole alla pratica della vaccinazione mista “che conosciamo bene e non ha mai dato problemi”. Lo afferma, in una intervista al Corriere della Sera, l’immunologo Guido Forni, figura autorevole dell’Accademia dei Lincei. La variante Delta, identificata per la prima volta in India, spiega che “si sta cercando di controllarla. Chi è vaccinato con due dosi è piuttosto protetto. MI preoccupano quei circa 2,8 milioni di over 60 che ancora non si sono immunizzati per niente. Se la Delta si diffondesse, il numero di morti potrebbe essere elevato”.

È scontato che la dovremo fronteggiare anche in Italia? “È improbabile che non succeda. È già in Gran Bretagna, dunque vicina, a differenza delle varianti sudafricana e brasiliana, rimaste piuttosto confinate. Siamo col flato sospeso. Se prende il largo i casi saliranno a meno che non ci facciamo trovare tutti vaccinati”. II rischio di questa e altre mutazioni si estinguerà prima o poi? “No, se la distribuzione dei vaccini nel mondo non sarà uniforme. È necessario rifornire tutti i Paesi attraverso le organizzazioni internazionali non solo per una questione umanitaria ma anche perché è fondamentale bloccare il virus ovunque e impedire che si modifichi. II Sars-CoV-2 proverà sempre ad acquisire vantaggi su di noi e più lo lasciamo replicarsi più proverà a cambiare”, “se mi infetto, il virus dentro di me si replica miliardi di volte e nel frattempo commette errori. Cambiare può creargli svantaggi ma anche vantaggi sul suo ospite, l’uomo. La Delta è capace di legarsi meglio alle cellule umane attraverso la proteina Spike, incaricata di svolgere questo ruolo. II Sars-CoV-2 ha un modo astuto di contagiarci”.

La vaccinazione mista, con preparati di diverso tipo, è sicura? “Sono un immunologo di base. Quando in laboratorio si osservava che un vaccino non rispondeva bene, si provava ad alternarlo a un composto differente e allora sì che il sistema immunitario si attivava. La parola eterologa forse spaventa, si pensa a qualcosa di estraneo mentre indica una pratica ben conosciuta e consolidata. Il sistema immunitario va allenato. Paragoniamolo a un atleta che si prepara più efficacemente se alterna due settimane di pilates a due di pesistica”. E conclude: “I vaccini non agiscono di per sé, non hanno un effetto diretto contro il virus. Funzionano stimolando l’organismo a respingere íl nemico.

Photo by CDC

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