Vaccinati positivi, liberi tutti senza tampone dopo 5 giorni con terza dose

Lettura 1 min

 “Dobbiamo liberare l’economia e togliere pressione dai servizi. Abbiamo tanto sponsorizzato i vaccini, valorizziamoli. Pertanto, per quanto riguarda l’isolamento dei contagiati, bisogna consentire ai vaccinati con terza dose o con seconda da meno di quattro mesi di uscire di casa dopo cinque giorni dall’insorgenza dei sintomi, se stanno bene, e senza necessità di negativizzarsi con un tampone”. È la posizione di Francesco Vaia, direttore dello Spallanzani di Roma, in una intervista a Libero. “Per quanto riguarda i non vaccinati o i vaccinati da oltre 120 giorni – spiega – l’isolamento andrebbe ridotto dagli attuali dieci a cinque giorni”. “E’ difficile stabilire la letalità di Omicron – prosegue – ma sappiamo che è meno grave di Delta grazie alla profilassi e alla replicazione del virus che per sopravvivere morde meno. A gennaio avremo oltre 3mila morti e molti si potevano evitare se tutti si fossero vaccinati. Non abbiamo tanti pazienti in ospedale. La pandemia ci ha insegnato che è ora di potenziare la medicina sul territorio e portare terapie innovative a casa dei malati”. E sulle scuole Vaia conclude: “La didattica a distanza non ferma i contagi. Assurdo chiudere le scuole, tanto i ragazzi si incontrano altrove”.

Servizio Precedente

Si spacca la giunta leghista di Borgosesia. La sorella di Buonanno vs il sindaco Tiramani

Prossimo Servizio

Dove preferiamo fare la spesa?

Ultime notizie su Scienza