Infettivologo Massimo Galli indagato. Per pm falsificò verbale concorso

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 Massimo GALLI, noto virologo e professore ordinario del Dipartimento di Scienze biomediche e cliniche ‘Sacco’ dell’Università degli studi di Milano, è indagato anche per falso in concorso con altri tre colleghi, Massimo Andreoni, Giovanni di Perri e Claudio Maria Mastroianni, nell’inchiesta della procura di Milano su concorsi truccati all’università. Nell’esercizio delle funzioni di componenti della commissione giudicatrice di un concorso bandito dall’Università degli studi di Torino per un posto di professore universitario di seconda fascia tenutasi da remoto nel settembre 2020 i docenti, si legge nel decreto dei pm di Milano, sottoscrivevano il verbale nel quale si dava atto che la commissione aveva definito i criteri per l’attribuzione dei punteggi e aveva valutato un candidato. ”Così attestando, contrariamente al vero -come emerge dal decreto dei pm di Milano- che l’elaborazione dei criteri e la valutazione del candidato fossero il risultato del lavoro collegiale della commissione effettuato nel corso della riunione telematica mentre, in realtà, tale documento era stato predisposto solo da Di Perri, mentre GALLI, in tale data non aveva partecipato ad alcuna riunione”.

Secondo l’accusa, avrebbe “turbato con promesse e collusioni” la “procedura di selezione” indetta nell’aprile 2020 “per l’assunzione a tempo determinato, della durata di otto mesi, di 4 dirigenti biologi da assegnare all’Uoc malattie infettive”. Lo scrivono i pm milanesi che hanno firmato un decreto di perquisizione destinato a lui e ad altre 32 persone. Insieme a Galli, avrebbero contribuito a pilotare le assunzioni di due candidate anche Alessandro Visconti, dg della stessa Asst Fatebefratelli-Sacco, e a Manuela Nebuloni, professoressa di scienze biomediche alla Statale. In particolare, Galli avrebbe fatto stilare “un avviso pubblico modellato sulle caratteristiche delle due candidate che intendeva favorire” e si sarebbe adoperato in modo che “la composizione della commissione giudicatrice in modo da farvi entrare membri a lui favorevoli che avrebbero privilegiato le candidate da lui indicate”. Le assunzioni, però, non andato a buon fine perché l’operazione venne “fortemente osteggiata” dalla collega di Galli, Maria Rita Gismondo “che aveva prospettato di rivolgersi all’autorità giudiziaria”.

 “Io sono fuori da questa vicenda e tale voglio rimanere, lasciando che la giustizia faccia il corso che dovrà fare”. Lo dichiara all’Adnkronos Salute Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di microbiologia clinica, virologia e diagnostica delle bioemergenze all’ospedale Sacco di Milano, in merito all’indagine ‘Laurus’ coordinata dalla procura della Repubblica del capoluogo lombardo, su presunti bandi di concorso pilotati per assunzioni in atenei e ospedali. Un’inchiesta che ha portato a 33 denunce in stato di libertà da parte di carabinieri del Nas di Milano, e che vede tra i destinatari dei provvedimenti anche 24 docenti universitari delle province di Milano, Pavia, Torino, Roma e Palermo. Fra gli altri anche Massimo Galli, primario infettivologo dell’ospedale Sacco e ordinario di malattie infettive alla Statale milanese. “Non mi posso ovviamente pronunciare su un’indagine che è in corso e che peraltro sconosco interamente e ho appreso dai media – afferma Gismondo – Non mi pronuncio mai su giudizi dei colleghi, perché non lo trovo deontologico. Men che meno – precisa la microbiologa – prima che le eventuali responsabilità siano chiarite”

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