Il ricercatore Oms: “Su piano pandemico non potevo tacere”. Ranieri Guerra nega pressioni

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“Non potevo rimanere in silenzio”. Francesco Zambon, ricercatore dell’Oms, parla così, in una intervista all’Associated Press, rilanciata da LaPresse, della difficile situazione che ha affrontato dopo aver firmato insieme ad altri ricercatori un rapporto critico di cui è uno degli autori sulla risposta italiana alla pandemia di Coronavirus, pubblicato il 13 maggio dall’Oms e subito ritirato.

L’epidemiologo ha denunciato di aver subito pressioni e minacce di licenziamento e ha raccontato di aver avviato “una denuncia etica interna all’Oms” a maggio scorso, affermando di essere stato “messo sotto pressione da un alto funzionario dell’Oms per nascondere che l’Italia non aveva aggiornato il suo piano di preparazione alla pandemia influenzale dal 2006”.

L’epidemiologo è stato uno dei firmatari di un rapporto dell’Oms sulla capacità di risposta dell’Italia quando è diventata epicentro della pandemia da Covid-19, a fine febbraio 2020. Una prima risposta che è stata “improvvisata, caotica e creativa”.

Il rapporto è stato ritirato il giorno dopo essere stato pubblicato, l’Oms ha evidenziato che conteneva “inesattezze fattuale”, senza tuttavia specificare quali fossero. Zambon sostiene che l’unica inesattezza era una cronologia obsoleta della diffusione del virus in Cina, che ha rimosso immediatamente, ma nonostante questo il rapporto non è stato divulgato nuovamente. Lo scandalo per il ritiro del rapporto ha fatto notizia in Italia.

 Nel maggio scorso, dopo il ritiro del rapporto, Zambon ha inviato una lettera a Ranieri Guerra, direttore aggiunto dell’Organizzazione mondiale della sanità, dal quale sostiene di aver ricevuto in risposta l’invito a “correggere” la data come se fosse stato “aggiornato l’ultima volta nel 2016”.

Guerra era stato responsabile della prevenzione presso il ministero della Salute italiano dal 2014-2017 e scrisse all’allora ministro che il piano doveva essere aggiornato. “Non potevamo davvero dire che il piano fosse aggiornato – afferma Zambon – perché non era vero”. Guerra, riporta LaPresse, avrebbe rifiutato ripetute richieste di Ap di rilasciare un commento sulla vicenda. In un’intervista a La7 domenica sera, Guerra ha detto che il piano precedente era considerato “attuale” fino al rilascio delle nuove linee guida dell’Oms nel 2018, momento in cui aveva lasciato il ministero della Salute e ha negato di aver fatto pressioni su Zambon. Sia Guerra sia Zambon, nel frattempo, hanno parlato con i pubblici ministeri italiani che indagano sulla risposta del governo all’arrivo della pandemia.

Photo by Tonik

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