I medici di famiglia all’attacco dei tecnici Aifa. “Confondono i cittadini, vertici inefficienti. Piani terapeutici inadeguati”

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 Indecisione. Indeterminazione. Confusione.  I medici di base attaccano i vertici della farmacologia. Il caso Astrazeneca è emblematico per documentare come alcuni ambiti della comunità scientifica lavorino.

“Non ne possiamo più di essere il terminale delle indecisioni degli altri. E’ inaccettabile la vaghezza con cui l’Aifa si esprime in merito al mix vaccinale” anti-Covid. “Dire che i vaccini a mRna ‘possono’ essere somministrati per completare un ciclo di vaccino misto è vago. Chi si prende quindi la responsabilità? Il medico? Il cittadino? La Regione? Da un ente regolatorio mi aspetto una regola definita, soprattutto dopo la difficile storia comunicativa del vaccino AstraZeneca. I cittadini ci chiamano continuamente per chiarimenti. Noi non abbiamo risposte”.

A dirlo all’Adnkronos Salute è Silvestro Scotti, segretario nazionale della Federazione italiana dei MEDICI di medicina generale (Fimmg), che chiede l’intervento del ministro della Saute Roberto Speranza perché “sostituisca la Commissione tecnico scientifica (Cts) dell’Aifa”. “In generale troviamo di fronte a un modello comunicativo completamente sbagliato con informazioni che rischiano di confondere – afferma Scotti – supportato da un sistema regolatorio che si è dimostrato incapace. In tema di vaccini non credo che le pronunce fatte fino ad oggi appartengano alla serietà di un ente regolatorio che deve dare sicurezza agli operatori e ai cittadini. E in un Paese normale sarebbero state chieste le dimissione dei responsabili delle ‘non decisioni'”.

Per Scotti la delicatissima questione dei vaccini è una cartina al tornasole, ma non è l’unica. “E’ un anno e mezzo – osserva – che le Regioni prorogano i ‘piani terapeutici’ per i farmaci che sono sottoposti a questi piani, senza controllo specialistico, e in questo momento passano note, come quelle sulla Bpco”, la broncopneumopatia cronica ostruttiva, “che peggiorano il processo di assistenza specialistica per l’accesso alle cure di questi pazienti”.

“E’ assolutamente evidente che in Aifa c’è una Cts inefficace, succube del problema dell’appropriatezza amministrativa di cui si preoccupa più che dell’appropriatezza assistenziale. Forse sarebbe bene che, periodicamente, queste strutture fossero rinnovate. Il caso AstraZeneca mostra tutta l’inefficienza di questa Commissione”, incalza il segretario Fimmg. 

Secondo il segretario, “se ci fosse una Cts Aifa che basa le sue valutazioni sulla scienza, non potrebbe negare che i piani terapeutici si sono dimostrati completamente inutili, visto che nell’anno di Covid sono stati semplicemente rinnovati senza controlli specialistici. Si tratta di strumenti che da tempo contestiamo, siamo l’unico Paese in Europa ad averli. Rispetto a questa evidente inutilità, mi chiedo perché non si sia provveduto a smantellarli, lasciando ai flussi di dati dei medici di famiglia la valutazione sull’appropriatezza prescrittiva”. Questi piani “servono a verificare l’appropriatezza terapeutica, verificare dunque che il paziente stia rispondendo in maniera adeguata rispetto a un farmaco di costo superiore. E l’altro elemento è controllare il livello di sicurezza del farmaco innovativo. Tutti elementi gestibili perfettamente dal medico di famiglia”, conclude il segretario Fimmg. 

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