Distanziamento sociale alimenta la depressione

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 Quali danni psicologici ha causato il distanziamento sociale durante il lockdown? Come riuscire a superarli? A queste e ad altre domande cercheranno di rispondere gli esperti di Eda Italia Onlus (Associazione Italiana sulla Depressione) riunti domenica, dalle 17.30, a Roma, presso “Da Arturo”, per il convegno “Depressione tra mondo reale e virtualità”, con lo psichiatra Francesco Franza (presidente Eda Italia Onlus), lo psichiatra Giuseppe Tavormina (segretario Eda Italia Onlus), la psichiatra Désirée Harnic (referente per il Lazio Eda Italia Onlus) e la psicoterapeuta Annarita Sidari (referente per il Lazio di Eda Italia Onlus). Durante il convegno – indetto in occasione dell’European Depression Day, la Giornata europea per la sensibilizzazione nei confronti del tema della depressione – interverrà una paziente con la sua testimonianza.

“Si porrà particolare accento su quanto sia serpeggiante e subdolo un disturbo dell’umore che si può insinuare nelle nostre vite anche senza saperlo, purtroppo – spiega Harnic -. Si affronterá inoltre quanta paura, vergogna o pudore vi è, dietro la maschera del benessere, nel chiedere aiuto e passare per malati mentali (cosa che non è) oltre a sottolineare come a causa del periodo di pandemia del Coronavirus, del lockdown e post-lockdown i casi depressione e di disturbi dell’umore (più in genere) siano aumentati, per vari motivi, soprattutto in tutti coloro che non si erano mai curati in precedenza (o aggravati in coloro che già ne soffrivano). Il distanziamento sociale e il ricorrere maggiormente al mondo della virtualità, ha ancor di più appesantito le conseguenze psicologiche degli stati d’animo di incertezza e timore instillati negli individui”.

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