Crisanti: attendere giugno per raggiungere immunità, mascherina però per tutto 2021

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 “Senza intoppi sul vaccino, le mascherine le toglieremo il prossimo dicembre” e “fra un anno raggiungeremo l’immunita’ di gregge. In giugno forse la metà della popolazione sarà immune”. Lo ha detto il professor Andrea Crisanti, macrobiologo che in una intervista al Corriere della Sera commenta l’inizio della campagna di vaccinazione in Italia, che lo ha visto tra i primi a ricere il siero Pfizer/BioNTech, e che secondo alcuni sta procedendo a rilento. “Il vaccino della Pfizer ha dei problemi logistici importanti per via della catena dell’ultrafreddo, che è difficile assicurare in maniera capillare sul territorio”, ha dichiarato Crisanti. “L’Italia ha poi puntato moltissimo su AstraZeneca che ha subito un rallentamento per errori di sperimentazione. In Germania evidentemente si sono attrezzati fin dall’inizio”. 

Gli effetti della vaccinazione si apprezzeranno “quando ci sara’ piu’ del 50% della popolazione immunizzata e ci si avvierà così verso la soglia della cosiddetta immunità di gregge”. Lo ha detto Andrea Crisanti, microbiologo, in una intervista al Corriere della Sera. “Soglia sulla quale bisogna dire una parola chiara”, spiega il professore: “Tutto dipende dall’R0 (il parametro che misura la potenziale trasmissibilità del virus, ndr). Con un R0 tra il 2,6 e il 3 com’è oggi, per raggiungerla basterebbe il 70-73% di popolazione immunizzata. Ma esiste la variante inglese che ha un R0 superiore, fra 3,6 e 4, e alza la soglia all’80-85%. Ed è inevitabile che la variante si diffonda, proprio per il suo R0 molto alto”. Secondo il professore, per togliere definitivamente la mascherina bisognerà attendere “fine anno”. 

Sui ritardi del Vaccino di Oxford-AstraZeneca, dopo lo stop alla sperimentazione e ora in attesa del via libera dell’Ema, il professore ha detto che questa lunga trafila “è un segnale di serietà, anche se spiace avere un vaccino in ritardo. Può succedere. In ogni caso mi sembra rassicurante il fatto che abbiano ammesso l’errore in modo trasparente”. Come se ne uscirà in futuro per accelerare il processo? “Facendo un investimento in logistica importante”, ha commentato ancora Crisanti al Corriere. “Che il Pfizer richiedesse la catena dell’ultrafreddo non l’abbiamo scoperto un mese fa. Il vero problema dell’Italia è che non si riescono a prevedere e programmare le cose. Anche se bisogna riconoscere che una scelta è stata oculata: l’investimento su più vaccini, capace di ridurre i rischi d’intoppo che è normale attendersi. In tutto questo va detto che l’Europa ha giocato un ruolo importante. Senza la Comunità oggi il nostro Paese sarebbe al tappeto”. 

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