Astrazeneca sospesa in 20 Paesi. Oggi conferenza stampa Ema ma decisione solo giovedì

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L’Agenzia europea del farmaco (Ema) ha convocato una conferenza stampa alle 14 di oggi. Lo ha annunciato la Commissione europea. Oggi e’ cominciata una riunione tecnica per verificare gli effetti del vaccino AstraZeneca dopo i decessi occorsi in alcuni Paesi. Una decisione sull’uso del vaccino e’ stata annunciata per giovedi’.

E’ ormai comunque generalizzata la sospensione della somministrazione precauzionale dei vaccini anti-Covid AstraZeneca alle popolazioni di 20 paesi dello Spazio economico europeo, in attesa di nuove verifiche sugli effetti collaterali attese dall’Ema, l’Agenzia europea per i medicinali, che ha annunciato che si pronuncerà giovedì. Ieri ci sono state le decisioni dei quattro più grandi Stati membri dell’Ue, Francia, Germania, Italia e Spagna, e in scia misure analoghe a Cipro e in Portogallo, Slovenia e Svezia. Aveva cominciato giovedì scorso la Danimarca, seguita da Norvegia Islanda, poi Austria, Estonia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Bulgaria, Romania, Olanda e Irlanda. Preoccupano soprattutto i casi riportati di persone vaccinate che hanno subito eventi di trombosi ed embolia, che però non è stato dimostrato siano stati causati dalla vaccinazione. L’Ema ieri ha ribadito in un comunicato che “il numero di eventi tromboembolici complessivi nelle persone vaccinate non sembra essere superiore a quello osservato nella popolazione in generale”, ricordando che “eventi che coinvolgono coaguli nel sangue, alcuni con caratteristiche insolite come un basso numero di piastrine, si sono verificati in un numero molto limitato di persone che hanno ricevuto il vaccino”, e che “molte migliaia di persone sviluppano coaguli nel sangue ogni anno nell’Ue per diversi motivi”.

 Ma l’Agenzia ha riconosciuto che la sospensione della somministrazione del vaccino di AstraZeneca in diversi paesi “è una misura precauzionale presa alla luce delle situazioni nazionali” e ha assicurato che, intanto, sta continuando a indagare sui casi riportati, “lavorando a stretto contatto con l’azienda, con esperti in malattie del sangue e con altre autorità sanitarie, tra cui l’Mhra del Regno Unito, sulla base della sua esperienza con circa 11 milioni di dosi somministrate del vaccino”. “Nei prossimi giorni – riferisce ancora l’Ema nel suo comunicato – verrà condotta un’analisi rigorosa di tutti i dati relativi agli eventi tromboembolici. Gli esperti stanno esaminando in dettaglio tutti i dati disponibili e le circostanze cliniche contestuali ai casi specifici per determinare se il vaccino potrebbe aver contribuito o se è probabile che l’evento sia stato dovuto ad altre cause”. Il Comitato per la farmacovigilanza e la valutazione dei rischi dell’Ema (Prac) esaminerà ulteriormente le informazioni oggi e ha convocato una riunione straordinaria giovedì 18 marzo “per trarre le sue conclusioni sulle informazioni raccolte e su qualsiasi ulteriore azione che potrebbe essere necessaria”. Tuttavia, conclude il comunicato, “mentre la sua indagine è in corso, l’Ema rimane attualmente dell’opinione che i benefici del vaccino AstraZeneca nella prevenzione del Covid-19, con il rischio associato di ospedalizzazione e morte, superano i rischi di effetti collaterali”.

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