Astrazeneca, Ema, “forte associazione tra vaccino ed effetti collaterale”. Ma poi se ne lava le mani: “Decidano i singoli Stati”

Lettura 3 min

 Dalla review dei casi effettuata, “c’è una forte associazione” fra il vaccino di AstraZeneca e “gli effetti collaterali, probabilmente c’è un’associazione di causa ed effetto fra evento e somministrazione del vaccino, ma fortemente associato è la parola che sceglierei”. Così Sabine Straus, presidente del comitato di sicurezza dell’Ema Prac, nel briefing dell’Agenzia europea del farmaco sulle conclusioni della valutazione del comitato Prac sul vaccino di AstraZeneca contro il Covid-19. 

Ma “ogni decisione nazionale sull’uso ottimale” del vaccino di AstraZeneca “deve anche tenere conto della situazione pandemica di ogni singolo Paese e di altri fattori come ospedalizzazioni e disponibilita’ di vaccini”, ha detto la direttrice dell’Ema, Emer Cooke, in conferenza stampa. “L’Ema sta lavorando con le autorita’ nazionali e l’azienda per garantire che i rischi siano comunicati in modo proattivo agli operatori sanitari”, ha aggiunto Cooke, sottolineando l’importanza che “le persone vaccinate e i sanitari siano consapevoli della possibilita'” di effetti collaterali, cosi’ da “reagire velocemente per minimizzare i rischi”. 

Il Comitato di farmacovigilanza (Prac) dell’Ema in ogni caso “imporrà ad ASTRAZENECA robusti studi per capire di più sugli effetti” del vaccino contro Covid-19. Lo ha annunciato il responsabile della task force sull’analisi dei dati dell’Ema, Peter Arlett, in conferenza stampa sulle conclusioni della nuova valutazione del Prac sul vaccino ASTRAZENECA. L’azienda anglo-svedese, ha spiegato l’esperto, dovrà condurre “studi di laboratorio per cercare di comprendere meglio l’effetto dei vaccini sulla coagulazione, esaminare i dati esistenti di studi clinici ravvicinati per valutare se vi siano ulteriori informazioni sui possibili rischi e condurre anche studi epidemiologici”.

“La limitazione” del vaccino AstraZeneca “a una popolazione specifica e’ un tema che abbiamo esaminato in modo molto dettagliato attraverso il nostro gruppo di esperti ad hoc” ma “l’evidenza sull’incidenza” dei casi sospetti “disponibili al momento non permettono di tracciare alcun nesso causale per genere o gruppo di eta'”, ha detto Emer Cooke, direttrice esecutiva dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema), nel corso della conferenza stampa sul vaccino AstraZeneca. “Non posso commentare sulla decisione presa nel Regno Unito”, ha aggiunto Cooke. L’esperta si e’ limitata a far notare che oltremanica il vaccino “e’ stato somministrato molto di piu’ nei gruppi di eta’ piu’ giovane che nell’Ue e ne terremo sicuramente conto nelle nostre ulteriori valutazioni”. “Questa sera – ha concluso Cooke – avremo ulteriori discussioni sui risultati della valutazione odierna e anche sul suo impatto sulle strategie di vaccinazione nell’Ue”. 

Servizio Precedente

Se salta la moratoria sui mutui 1,2 milioni di imprese sono finite

Prossimo Servizio

GB: vaccini alternativi ad Astrazeneca per gli under 30

Ultime notizie su Scienza