La Germania federale, beati loro…

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di Roberto Paolino – L’atto di nascita della prima costituzione tedesca risale al 1815 ovvero dopo il Congresso di Vienna quando le potenze europee sostennero che i diversi stati della Germania si unissero in confederazione.

Il 3 ottobre del 1990 terminato il processo di riunificazione la Germania dell’Est aderì alla Repubblica Federale Tedesca con 6 Land. Nel 1949 la neonata Repubblica Federale Tedesca viene definito uno stato federale democratico e sociale.


Gli elementi costitutivi sono la federazione (Bund) e i sedici stati federati land che sono articolati all’interno in distretti e comuni. L’organizzazione statale dei poteri si determina secondo la classica forma del governo parlamentare.

Il presidente della Repubblica ha sostanzialmente poteri di rappresentanza e viene eletto da una assemblea ad hoc e ha un mandato di 5 anni. Può essere riletto consecutivamente solo per due volte.
Il governo federale è affidato al Cancelliere e ai ministri da questo designati. Le loro funzioni sono del governo politico della federazione. Il candidato alla carica di Cancelliere viene proposto dal Presidente della Repubblica e viene designato automaticamente se ottiene la maggioranza assoluta dei membri del Bundstag.


Il potere legislativo spetta congiuntamente anche se in misura non paritaria alle due camere dal Bundstag (dieta federale) e dal Bundstrat (consiglio federale). Dal punto di vista delle disposizioni finanziarie sia la riforma del 2006 sia quella del 2009 hanno mutato radicalmente il testo costituzionale volto principalmente alla responsabilizzazione in materia di spesa degli enti federati e all’inserimento di meccanismi atti a frenare le politiche di indebitamento.


Per la revisione costituzionale diversamente da quanto accade in altri paesi federali, gli emendamenti seguono l’iter delle leggi bicamerali anche se per la loro approvazione è previsto il consenso dei 2/3 dei membri di ciascuna camera.

Photo by Ansgar Scheffold

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