Zaia nazionale versus gilet arancioni: chi nega il Covid è come negasse la Shoah

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Prende la parola da politico nazionale, ancora. E attacca chi sminuisce la portata micidiale del Covid. Luca Zaia, intervenendo ad Agorà su Rai3 afferma: «C’è chi nega la pandemia da coronavirus, serve una legge per chi nega evidenze? Io sono per la libertà di pensiero, ma c’è un limite oltre il quale non si può andare. Chi nega cose come i campi di concentramento commette un reato, punto. «È pieno di terrapiattisti, di gente che nega la Shoah. 

«Ora si parla di quarantena per persone provenienti da Paesi a rischio. Quando lo chiedevamo noi per le persone provenienti dalla Cina ci davano dei razzisti». Zaia poi sostiene che le «le riaperture tra Stati debbano essere vincolate da tamponi, come ad esempio in Grecia. Il tampone trova il contagio 6-7 giorni dopo il contatto col virus. E’ una foto istantanea che non ci dà tranquillità rispetto al futuro. Non si può pensare gestione in Europa a macchia di leopardo».

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