Zaia, “al voto prima che riaprano le scuole”. E al Veneto conviene…

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di Benedetta Baiocchi – Che sia una democrazia sospesa non c’è dubbio. Che un premier sia il leader di due diversi esecutivi con due diverse opposte maggioranze non c’è dubbio… Che ci sia un problema per votare è altrettanto indubbio. Ma se in questo caso, finché c’è una maggioranza possibile, la Costituzione non prevede il voto, nel caso delle regionali tutto è discutibile.

Rinviate le elezioni e il referendum con la data del 29 marzo per l’evidente crisi da Covid, cosa impedisce ora di andare alle elezioni? Luca Zaia e gli altri governatori potrebbero capitalizzare subito il consenso. E Zaia così alza ancora la voce.

“Siamo in un Paese nel quale abbiamo capito che andare a votare è un problema, io mi metto dalla parte dei cittadini che vogliono andare a votare. Pensare che sia riapre tutto ma non si va a votare, qualcuno dovrà spiegarlo ai cittadini”.

“Come presidenti di Regione abbiamo dimostrato di essere persone per bene, abbiamo detto di volete farle più in la e ne prendiamo atto, anche se io non sono d’accordo, ma fatele prima della riapertura delle scuole. Spero che almeno si facciano prima della riapertura delle scuole”.

Con la crisi d’autunno, meglio capitalizzare quanto prima la pole position. Anche perché con una Lega che oscilla intorno al 25 per cento, su e giù, portarsi a casa un tripudio di elettori avrebbe un peso che va ben oltre. Appunto.

Foto in apertura tratta dalla pagina facebook ufficiale di Luca Zaia

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