Usa, i Dem presentano messa in stato d’accusa di Trump

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Il Partito democratico alla Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti presentera’ oggi una risoluzione per la messa in stato d’accusa del presidente Donald Trump, che viene ufficialmente accusato di “incitamento all’insurrezione” dopo l’assalto dei suoi sostenitori al Campidoglio lo scorso 6 gennaio. Lo riporta l’emittente “Cnn”, che ha ottenuto in esclusiva una copia del testo. L’aula dovrebbe essere chiamata a votare la risoluzione gia’ in settimana, probabilmente mercoledi’ 13 gennaio. L’accusa si basa in particolare su due punti: la “reiterata e infondata” denuncia di brogli alle elezioni dello scorso 3 novembre e il discorso tenuto a Washington il 6 gennaio poche ore prima dell’attacco al Campidoglio, che ha causato la sospensione temporanea della sessione del Congresso a camere congiunte per la ratifica dell’elezione di Joe Biden a presidente degli Stati Uniti. La risoluzione preparata dai Dem fa tuttavia riferimento anche alla telefonata con la quale Trump a inizio gennaio ha chiesto al segretario di Stato della Georgia, Brad Raffensperger, di “trovare i voti” necessari a invertire il risultato delle elezioni presidenziali in quello Stato.

“In tutto questo, il presidente Trump ha gravemente messo a repentaglio la sicurezza degli Stati Uniti e delle sue istituzioni. Ha minacciato l’integrita’ del sistema democratico, ha interferito con la pacifica transizione dei poteri e ha messo in pericolo il governo. Ha dunque tradito la fiducia in lui riposta come presidente, recando evidente danno al popolo degli Stati Uniti”, si legge nel testo.

Se la Camera dovesse passare la risoluzione, questa passerebbe al Senato dove tuttavia non potrebbe essere votata prima del 19 gennaio prossimo, ovvero prima della vigilia dell’insediamento della futura amministrazione Biden. Per Trump si tratterebbe della seconda messa in stato d’accusa da parte del Congresso: all’inizio di quest’anno, il presidente uscente e’ stato prosciolto dal Senato dall’accusa di abuso di potere formulata sulla base delle pressioni sul presidente ucraino Volodymyr Zelensky perche’ indagasse sulle attivita’ in quel Paese di Hunter Biden, figlio di Joe.

Ieri la presidente della Camera, la leader democratica Nancy Pelosi, ha chiarito che i Dem procederanno con il procedimento di impeachment se il vice presidente Mike Pence non invochera’ il 25mo emendamento, che comporterebbe la destituzione di Trump attraverso una strada piu’ rapida ma difficilmente percorribile. Secondo fonti della “Cnn”, la risoluzione e’ attualmente appoggiata da 214 rappresentanti. Perche’ venga approvata occorrono 217 voti alla Camera. I leader democratici stanno facendo pressione sui colleghi repubblicani perche’ sostengano l’iniziativa e contano di raccogliere almeno una decina di voti conservatori.

Al Senato la partita sarebbe piu’ difficile, sebbene diversi repubblicani – Ben Sasse del Nebraska, Pat Toomey della Pennsylvania, Lisa Murkowski dell’Alaska e Mitt Romney dello Utah – hanno gia’ auspicato le dimissioni di Trump e potrebbero votare a favore dell’impeachment. 

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