Una nuova legge elettorale: tutto nullo se non vota almeno la metà degli aventi diritto

18 Maggio 2023
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di Roberto Gremmo – Ormai e’ un dato ricorrente: a votare vanno sempre di meno, e fra poco non saranno neppure la metà degli aventi diritto.

Questo vuol dire che il sindaco, il presidente regionale o il parlamentare neo eletti, quando va bene, rappresentano solo uno venti-trenta per cento dei cittadini. Ma governano per tutti. Alla faccia della demo-kracia.

E comunque certo che i non votanti non disertano le cabine per andare al mare o per gravi malanni, ma perché sono talmente scontenti di tutto il caravanserraglio della casta politicante da manifestare il loro rancoroso dissenso semplicemente rifiutando di scegliere, pensando che tanto sono tutti uguali.

Se questa protesta resta nell’ avventino astensionario, tutti i partiti sono ben contenti, perché a garantire la loro rielezione bastano i voti dei portaborse di prezzolati, dei conformisti cloroformizzati televisivamente e dei pigri pantofolai consuetudinari.

Perciò il suicidio dei protestatari astensionisti e’ un dato di fatto.

Solo una nuova legge elettorale, ma lo scrivo ben sapendo che non passerà mai,

potrebbe finalmente ridare il governo al popolo, adeguando le regole alla volontà della maggioranza. Quella del popolo, bue bastonato ma silente, che per ora si limita a non appoggiare nessuno.

La nuova legge potrebbe essere questa:

non sono valide le elezioni dove non vota almeno il 50 per cento degli aventi diritto. Se non si raggiunge questa percentuale si indice una nuova consultazione con il divieto assoluto di ripresentare le liste e i candidati già bocciati dall’astensione nella votazione annullata.

Non spaventatevi; sto solo delirando. 

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