Tra Renzi e Salvini spuntano gli USA?

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di Luigi Basso – La Giunta per l’immunità del Senato, come sappiamo, nei giorni scorsi ha espresso un parere contrario al processo contro il senatore Matteo Salvini per la vicenda legata al caso della Open Arms, con l’assenza determinante dei componenti renziani.


Per la verità il fatto è di scarso rilievo processuale, dal momento che sarà l’aula a dover votare sull’immunità ed il parere della Giunta, come già accaduto in passato in altri casi, non vincola l’aula di Palazzo Madama in alcun modo.


Però i giornali mainstream hanno preso la volo l’occasione per dividersi in opposte tifoserie e continuare ad anestetizzare la massa (compito peraltro sempre più improbo: basta leggere i dati economici devastanti per capirlo).

Per l’occasione vengono sbandierate le più diverse letture: c’è chi vi legge la prova di un inciucio tra i due Mattei, chi vede un dispetto di Renzi a Salvini, al quale verrebbe sfilato un bel cavallino di battaglia (quello di vittima di un complotto dei cattivi magistrati), chi scorge un patto per dare ai renziani la (inutilissima, peraltro) Presidenza della Commissione di Inchiesta della Regione Lombardia sul Covid.


Al riguardo, non va dimenticato che alcuni commentatori politici (italiani, ma anche stranieri) sollevano il sospetto che Renzi stia cercando alleati in Parlamento per parare la caduta di una tegola giudiziaria che potrebbe arrivargli dagli USA nelle prossime settimane.


Al di là di tutto, ciò che ci preme sottolineare è il minimo comune denominatore che caratterizza l’agire dei protagonisti in tutte queste ricostruzioni (alcune fantasiose): la loro nobiltà d’animo, il loro spirito di servizio verso la collettività, la purezza dei comportamenti e la trasparenza.

Photo by Luke Michael 

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