Tamponi vietati ai laboratori, tutto in mano a Istituto superiore Sanità. La circolare ministeriale che inchioda Governo su asintomatici e kit “introvabili”

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di Stefania Piazzo – Tamponi. Davvero non ci sono i kit? Il braccio di ferro tra governo ed enti locali per farli o non farli forse ha una sua spiegazione. Mentre c’è chi accelera e “strappa” dalle disposizioni, come sta facendo il Veneto, le ragioni di un ritardo e il giallo sugli asintomatici di cui si parla proprio ora, centinaia di migliaia di bombe potenziali non mappate, potrebbero trovare la loro causa nella circolare ministeriale che ha bloccato le analisi nei laboratori. Vietato ai laboratori di fare campioni? Le cose starebbero proprio così.

Secondo i burocrati, gli asintomatici sono un fenomeno trascurabile. La circolare ministeriale che spiega i ritardi è del 25 febbraio, seguita dalle linee guida dell’Istituto Superiore della Sanità (ISS) del 26 febbraio.

In un post caustico su facebook, Marco Reguzzoni, già Ceo del Biocell Center, racconta i fatti. E scrive: “STIAMO MORENDO DI BUROCRAZIA PIU’ CHE DI VIRUS. In questi giorni sono stato zitto perché parlando a caso si rischia di far confusione. Sui tamponi però non posso più tacere: NON è vero che non ci sono kit o laboratori che possono fare i test. Il tampone è semplice e anche poco costoso e centinaia di laboratori in Italia possono eseguirlo. Sono i BUROCRATI del nostro ministero che hanno VIETATO ai laboratori di fare i campioni a tutti. PERCHE’? Secondo loro perché se uno è asintomatico NON pare molto contagioso (??!!) Avete capito bene, leggete sotto. Ma allora se i soggetti asintomatici non sono virali, perché siamo tutti reclusi?
SE AVESSIMO FATTO CAMPAGNE A TAPPETO DA SUBITO, AVREMMO POTUTO ISOLARE I SOLI CONTAGIATI E CONTINUARE A VIVERE !

Invece adesso moriamo, più di burocrazia che di virus !

Siccome in questi casi non si può parlare a vanvera, vedete in allegato i tre punti estratti dalla circolare ministeriale del 25 febbraio e dalle linee guida dell’Istituto Superiore della Sanità (ISS) del 26 febbraio. Come leggete, nessun laboratorio italiano – pubblico o privato – può fare campioni, bisogna inviarli al laboratorio romano dell’ISS“.

Ed ecco i passaggi chiave…

E quindi non li testiamo. E uno.

E due.

Letto bene? Non è “scientificamente giustificabile”, in piena pandemia, aprire anche la via dei laboratori per accelerare e campionare la popolazione. Almeno secondo criteri di mappatura che avrebbe potuto circoscrivere focolai in paesi, quartieri, condomini, uffici….

E poi il capolavoro che gli asintomatici nel loro potenziale contagio sono trascurabili. A caratteri cubitali: “il contributo… nella dinamica della diffusione epidemica appare limitato”. Certo, e allora perché siamo tutti chiusi in casa?

E tre. Ricapitolando, esclusi i laboratori, sottovalutati gli asintomatici, ecco che la procedura per la conferma della positività e l’invio del tampone “è affidata all’Istituto superiore di sanità”. Con la necessità di “inviare sempre e tempestivamente i campioni all’Istituto superiore di Sanità”.

Leggere qui.

Lo chiedono anche 290 scienziati: basta monopolio, aprire ai lavoratori. Non lo scrive solo Reguzzoni su fb.

https://www.lanuovapadania.it/cultura/la-lettera-di-290-scienziati-a-conte-fate-fare-i-test-anche-ai-laboratori/

Photo by CDC on Unsplash

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