di Sergio Bianchini – 5.000 euro per alunno alle scuole paritarie. La via realistica per sbloccare l’ipercentralismo scolastico.
Molti conoscono la graziosissima suora marcellina Anna Monia Alfieri che da anni chiede invano, anche in tv, l’aumento del contributo statale alle scuole paritarie.
Nessuno la contrasta ma stranamente anche nel mondo cattolico pochissimi la appoggiano.
Eppure la richiesta è molto semplice e salverebbe le scuole cattoliche in costante declino per via degli alti costi.
Questa richiesta considerata di parte darebbe respiro non solo alle scuole cattoliche ma anche a tutto lo stagnante, per non dire putrido, sistema scolastico nazionale.
La risposta negativa alla richiesta, sempre poco definita sul piano quantitativo [ma lo faccio io]si basa, dicono gli oppositori, sulla mancanza di fondi ma non è vero e dimostrerò rapidamente il perché esaminando proprio i costi di un alunno.
Un alunno costa oggi allo stato circa 8.000 euro l’anno. Le scuole paritarie chiedono ai genitori un contributo di 5/6 mila euro annui che oggi solo pochi possono permettersi.
E solo le scuole paritarie cattoliche riescono ormai a sopravvivere perché hanno una antica base sociale.
Lo stato dà alle scuole paritarie, cattoliche e non, un contributo di 500 euro l’anno per alunno iscritto che vuol dire 10.000 euro per una classe di 20 alunni.
Ma in realtà il costo annuo di una tale classe si aggira sui 100.000 euro per i costi del personale e delle strutture.
Quindi la differenza deve essere fornita dai genitori con i circa 500 euro mensili di iscrizionie.
Immaginiamo invece che il contributo statale diventi gradualmente di 5.000 euro. A quel punto la classe di 20 alunni sarebbe auto finanziata e quindi l’iscrizione possibile gratuitamente. E lo stato risparmierebbe 3.000 euro l’anno per alunno paritario.
Sono certo che in pochissimo tempo fiorirebbero migliaia di scuole paritarie anche e forse perfino in maggioranza non cattoliche.
Il personale di queste scuole proverrebbe dal territorio e finirebbe la diabolica sequela dei concorsi nazionale fatti solo in teoria ma non sufficienti nella pratica. Questa insufficienza genera le centinaia di migliaia di precari e le successiva assunzioni per sanatoria di legge con la conseguenza del disastro che vediamo ormai da decenni.
E’ così difficile capire la portata e la fattibilità del discorso paritario ? E allora, intelligenti del nord che fate?