Secondo Castelli “A Giorgetti servono i voti di Salvini per Palazzo Chigi”

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 “Salvini è un tipo istintivo anche se non lo conosco così bene per sapere come ragiona. Giorgetti invece no, lo conosco bene. E’ un uomo preparato, un bocconiano, un pensante, quando si muove lo fa perché dietro ogni sua mossa c’è un ragionamento”. Lo afferma Roberto Castelli, bossiano di ferro, in una intervista al Mattino. Siamo vicini a uno strappo definitivo con il ministro che ambisce alla premiership? “Conosco bene Bruno Vespa che svolge il suo lavoro come un notaio, tanto è vero che Giancarlo non ha potuto smentire le sue parole. Sono rimasto stupito, ma se dovessi fare una profezia non credo che ci sarà uno strappo” afferma l’ex ministro della Giustizia.

“Per come conosco io Giorgetti non mi sembra un arrivista a tutti i costi, poi se in questi anni sia cambiato non posso dirlo. Tra l’altro lui già ora è un king maker della politica italiana: gestisce un ministero importantissimo, è vicesegretario della Lega, ha un suo peso specifico. Anche volendo fare questa ipotesi da fantapolitica credo che Giorgetti sia consapevole che per governare abbia bisogno dei voti di Salvini”, “se un domani il centrodestra vincesse le elezioni e – sempre lanciandomi in ipotesi fantapolitiche – il presidente della Repubblica avesse qualche tipo di difficoltà nel nominare premier Salvini o Meloni perché considerati troppo estremisti, comunque Giorgetti avrebbe bisogno di un’ampia sponda dei partiti per arrivare a Palazzo Chigi. Per questo non mi spiego il motivo di queste mosse”. Può trovare sponde tra i ministri di Fi e provare ad allargare il campo in quel grande Centro di cui si parla tanto? “In politica può succedere di tutto, ma se qualche esperienza l’ho maturata è che questo tipo di manovre le si organizza riservatamente, non alla luce del sole. Qui mi sembra si giochi a carte scoperte. Pure troppo”.

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