Scoppia la grana Polonia: “Ue non è uno Stato”. Von der Leyen: “Prima volta che si solleva incompatibilità con Trattati”

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 “L’Ue e’ una grande conquista dei paesi europei ed e’ una forte alleanza economica, politica e sociale ed e’ organizzazione piu’ forte meglio sviluppata della storia, pero’ la Ue non e’ uno Stato, lo sono invece gli stati membri della Ue. Gli stati sono quelli che rimangono sovrani al di sopra dei Trattati”. Lo ha detto il premier polacco Mateusz Morawiecki intervenendo al dibattito al Parlamento europeo sulla crisi dello stato di diritto in Polonia. “Nei trattati abbiamo concesso alcune competenze alla Ue ma non tutte le competenze”, ha aggiunto. 

“Respingo la lingua delle minacce e delle imposzioni. Non sono d’accordo che dei politici minaccino e terrorizzino la Polonia. Il ricatto e’ diventato un metodo di fare politica verso alcuni Stati membri ma non e’ cosi’ che agiscono le democrazie”. Nel suo intervento al Parlamento europeo sullo Stato di diritto in Polonia, il premier ha aggiunto: “Noi siamo un Paese fiero, orgoglioso, la Polonia e’ uno dei Paesi con la piu’ lunga storia di sviluppo della democrazia in Europa. Nel ventesimo secolo due volte abbiamo pagato con tante vittime e la nostra lotta per la democrazia nel 1920 salvando Parigi e Berlino dagli attacchi Bolscevichi e poi ancora contro il terzo Reich durante la seconda guerra mondiale, poi ancora una volta negli anni Ottanta”, ha aggiunto. 

“Troppo spesso abbiamo a che fare un’Europa dei doppi standard. Non dobbiamo lottare uni contro altri. Non dobbiamo cercare colpevoli dove non ci sono. La Polonia e’ attaccata in modo parziale e ingiustificato. Le regole del gioco devono essere uguali per tutti. Non e’ ammissibile che si parli di sanzioni. Respingo la lingua delle minacce e del ricatto”.

“E’ la prima volta in assoluto che il tribunale di uno Stato membro rileva l’incompatibilita’ dei Trattati Ue con la Costituzione nazionale. E questo ha gravi conseguenze per il popolo polacco perche’ la decisione ha un impatto diretto sulla protezione della magistratura”. Lo ha detto in aula plenaria a Strasburgo la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel dibattito sullo stato di diritto in Polonia.

Circa 40 anni fa il popolo polacco voleva la democrazia e la liberta’ di scelta. La sentenza della Corte costituzionale polacca mette in discussione gran parte di tutto questo. “Quasi 40 anni fa, nel dicembre 1981, il regime comunista in Polonia impose la legge marziale. Molti membri di Solidarnosc, il sindacato indipendente, e di altri gruppi furono messi in prigione. Semplicemente, perche’ si battevano per i loro diritti”, ha detto. “Il popolo polacco voleva la democrazia, come milioni di altri europei da Budapest a Tallinn, a Berlino Est. Volevano la liberta’ di scegliere il loro governo. Volevano la liberta’ di parola e la liberta’ dei media. Volevano la fine della corruzione. E volevano tribunali indipendenti per proteggere i loro diritti”, ha aggiunto. “I popoli dell’Europa centrale e orientale volevano unirsi alla famiglia europea dei popoli liberi, una forte comunita’ di valori e democrazia. Perche’ questo e’ cio’ che e’ l’Europa e cio’ che l’Europa rappresenta”, ha sottolineato.

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