Salvini, entro giugno federazione del centrodestra e candidati unici

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Riguardo le amministrative e i candidati per Roma e Milano, “ho appena visto Simonetta Matone che mi ha fatto un’ottima impressione dice Salvini – conosce Roma, è giudice, ha molte competenze. Oggi vedrò Michetti. Pure a Milano si susseguono gli appuntamenti: la dottoressa Racca, persona di alto livello, Rasia che si è mostrato brillante. Vado, anzi andiamo avanti, nel giro di qualche giorno decideremo. Ma non è tutto. Credo e spero entro giugno di arrivare alla federazione delle forze di centrodestra, almeno di quelle che sostengono il governo Draghi. Tutte”. Così Matteo Salvini in un’intervista al Giornale, nella quale sottolinea che “siamo tutti sullo stesso piano ma dobbiamo fare un passo in avanti. Per esempio creando gruppi unici alla Camera e al Senato. Ancora, con un lavoro di coordinamento, con conferenze stampa comuni, con iniziative legislative nel segno dell’unità. Ci sono tanti modi per rafforzare l’unità del centrodestra. Stimo Toti e Brugnaro, ma credo che sia giusto trovare una sintesi senza litigi nel centrodestra. Abbiamo il dovere di creare con tutti liste comuni nel 2023. Tutti insieme nel maggioritario, scegliendo candidati comuni a tutto il centrodestra, poi ciascuno farà la sua gara nel proporzionale e lì esprimerà la propria identità”. Salvini prosegue spiegando quali siano gli obiettivi del ‘suo’ referendum sulla giustizia: ”I sei temi che ho sposato d’intesa con il Partito Radicale non sono materia trattata dal Parlamento e nemmeno dal governo. Noi sosteniamo ad esempio la possibilità per un magistrato di candidarsi al di fuori delle correnti. Insomma, proviamo a far fuori questo meccanismo deleterio spiegato da Luca Palamara nel suo libro. E poi ci occupiamo della responsabilità civile dei giudici, tema già oggetto di un referendum negli anni Ottanta. Vogliamo modificare la custodia cautelare: ci sono 22.000 persone in cella in custodia cautelare, ci sono mille casi l’anno di soggetti che vengono assolti o prosciolti dopo il carcere, grazie e arrivederci. No, non va bene”.

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