Salvini diserta il vertice dei sovranisti in Polonia

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 L’accordo tra i sovranisti di Identita’ e democrazia (ID), i partiti di destra raccolti nei conservatori europei (Ecr) e Fidesz di Viktor Orban per creare un gruppo unico all’Europarlamento e’ per ora rinviato a data da destinarsi: se ne potra’ riparlare piu’ avanti, in vista delle prossime elezioni europee del 2024. Si conclude quindi con un nulla di fatto il vertice che ha avuto luogo a Varsavia su invito di Jaroslaw Kaczynski, presidente del partito polacco al potere, Diritto e Giustizia (PiS) aderente all’Ecr. Nella dichiarazione congiunta firmata a conclusione del summit, si fa riferimento ad una generica discussione su una piu’ stretta cooperazione dei partiti conservatori al Parlamento europeo.

All’incontro hanno partecipato i leader di 12 partiti europei: dal premier ungherese Viktor Orban alla candidata di estrema destra alle presidenziali francesi, Marine Le Pen, al capo del partito spagnolo Vox, Santiago Abascal, nonche’ i rappresentanti di formazioni di destra provenienti da Austria, Belgio, Finlandia, Paesi Bassi e Romania. I due leader politici italiani coinvolti inizialmente nel progetto – Giorgia Meloni (FdI-Ecr) e Matteo Salvini (Lega-Id) – hanno preferito non presentarsi all’appuntamento. Meloni nelle ultime settimane ha detto chiaramente di non credere nella nascita di un nuovo gruppo al Pe, opinione condivisa dalla stragrande maggioranza delle formazioni aderenti a Ecr. Salvini, che ha invece sempre sostenuto l’idea, viste le premesse ha preferito cancellare l’appuntamento dal suo programma. Lasciando la scena a chi, come Orban e Le Pen, forse speravano ancora che a Varsavia potesse vedere la luce almeno un embrione di nuovo gruppo. E che comunque avevano bisogno di visibilita’ poiche’ entrambi in campagna elettorale. In ogni caso i leader convenuti nella capitale polacca, come si legge nella dichiarazione resa nota al termine del summit, si sono limitati a discutere della possibilita’ di una “piu’ stretta cooperazione dei rispettivi partiti al Parlamento europeo attraverso l’organizzazione di incontri congiunti e l’allineamento dei voti su temi comuni, come la protezione della sovranita’ degli Stati membri e la posizione sull’immigrazione illegale”. Durante il vertice si e’ discusso, inoltre, del futuro dell’Ue e delle possibili riforme della sua architettura istituzionale. “Un’Europa di nazioni libere ed uguali, legate da numerosi ambiti di cooperazione” da opporre ad un’Europa “governata da un’autoproclamata e’lite”, recita il testo. Un’Europa che “rifiuta l’applicazione arbitraria del diritto dell’Unione, piegando o violando i trattati” e “l’ingegneria sociale, volta a creare una nuova nazione europea”, come nel caso della “decisione della Commissione Ue di rimuovere la parola ‘Natale’ dalla sfera pubblica”. Nei prossimi mesi si terra’ un nuovo incontro in Spagna, “in risposta al dibattito in corso sul futuro dell’Europa”. 

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