Salvini a Mosca, Capuano: Il piano era già messo a punto, garante morale poteva essere il Papa

1 Giugno 2022
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 “La svolta avviene il 19 maggio l’intervento di Matteo Salvini in Senato e’ apprezzato dai russi che capiscono che c’e’ la volonta’ di fare sul serio per fermare la guerra”. Cosi’ Antonio Capuano. consulente del segretario leghista, in un’intervista al ‘Corriere della Sera’. “I russi hanno capito che Salvini voleva spendersi davvero. E lo hanno invitato a fare altri passi”.

Secondo Capuano, l’interlocutore era “l’ambasciatore” russo in Italia, Sergey Razov. “Il segretario della Lega ha spiegato il suo progetto in quattro punti, dall’altra parte e’ arrivata un’apertura di credito”, sostiene. “La conditio sine qua non -ricostruisce Capuano – era il cessate il fuoco. La risposta e’ stata siamo disponibili a parlarne, la strada percorribile il confronto si doveva spostare a Mosca ma il risultato era a portata di mano. Per la prima volta una tregua era possibile. Il piano era gia’ stato messo a punto. E’ stato affinato. Poi ci si e’ dedicati al tentativo di coinvolgere un garante morale”. Allude al Papa? “Si’, Papa Francesco ha detto piu’ volte di volersi recare a Kiev non a caso c’e’ stato un’udienza” di Salvini “in Vaticano”.

Non crede che fosse un’iniziativa velleitaria? “Per nulla – risponde Capuano -. Il nostro piano ha tutte le caratteristiche per raggiungere l’obiettivo”. C’era anche lei all’incontro con l’ambasciatore russo del 1 marzo? “No, non ne sapevo nulla. Ma non e’ un segreto che Salvini abbia incontrato l’ambasciatore – replica -. Non vedo dove sia il problema. Un politico non puo’ avere rapporti con le autorita’ diplomatiche?”. “Io sono pronto spiegare” al Copasir, “non c’e’ nulla di segreto”. “Al momento piu’ opportuno avremmo informato sia il premier che il partito. Salvini non avrebbe scavalcato nessuno. Certe operazioni non si possono mettere in piazza”, conclude.

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