POPULEXIT – Orban, il viaggio da Putin, l’addio a Meloni in Europa, il gruppo Patrioti con Salvini, Vox e il Pvv di Wilders

6 Luglio 2024
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“Lunedì si terrà l’incontro costitutivo del nuovo gruppo (Patrioti per l’Europa), dove si riuniranno tutti i partiti che hanno già deciso di aderire, ma che non l’hanno ancora annunciato”. Lo ha annunciato il primo ministro ungherese Viktor Orban in un’intervista ieri a Kossuth Radio. “Nel Consiglio europeo, dove sono rappresentati i governi, questo gruppo patriottico ha già una rappresentanza più forte di quanto sembri, e lo diventerà sempre più – ha proseguito -. Tra questi figura uno dei partiti di governo italiani (Lega, ndr) e il più grande partito di governo olandese appena formato (Pvv, ndr). L’Austria è guidata dal Partito della Libertà (Fpoe), con il quale abbiamo avviato questo movimento. Andrej Babis era già primo ministro, e ora è di nuovo sulla soglia della vittoria, e tra noi c’è anche uno dei partiti attesi al governo belga. Oggi il partito di Marine Le Pen è il più grande gruppo partitico nazionale dell’intero Parlamento europeo. Non importa come deciderà il proprio destino ma penso che ciò avverrà dopo le elezioni, quindi dico di aspettare lunedì”.

Il partito belga a cui Orban fa riferimento dovrebbe essere il Vlaams belang, il partito di estrema destra fiammingo vincitore delle Europee, che ha eletto tre eurodeputati ora in Id. Tale partito, tuttavia, non è coinvolto nei negoziati per formare il governo federale belga. Difficile che Orban si riferisse al partito nazionalista fiammingo N-Va, vincitore delle elezioni federali, il cui leader Bart De Wever ha avuto un mandato esplorativo per formare il governo. Alle europee N-VA ha eletto una delegazione di 3 eurodeputati, che, da quanto si apprende, non ha intenzione di lasciare il gruppo Ecr.

“Siamo patrioti del Pvv, amiamo la nostra nazione. Forte e sovrana. Resistiamo all’immigrazione illegale. Difendiamo la pace e la libertà. E sosteniamo l’Ucraina. Proteggiamo la nostra eredità giudaico-cristiana. E le nostre famiglie. Vogliamo unire le forze nel Parlamento europeo e ci uniremo con orgoglio ai Patrioti per l’Europa”. Lo scrive su X il leader del Pvv olandese Geert Wilders annunciando l’ingresso del gruppo fondato da Viktor Orban.

L’attivismo di Orban non si è fatto attendere. “Ho concluso i miei colloqui a Mosca con il presidente della Federazione russa Vladimir Putin. Il mio obiettivo era aprire i canali di comunicazione diretta e avviare un dialogo sulla strada più breve verso la pace. Missione compiuta!”. Ad affermarlo in un post su ‘X’ è stato il premier ungherese e presidente di turno dell’Ue, scatenando le critiche Usa e dei moderati in Europa.

In Italia si spacca il fronte del governo sia sulla posizione verso la guerra in Ucraina sia per le prossime decisioni nella scelta dei vertici a Bruxelles. Orban svuota il gruppo dei conservatori presieduto da Giorgia Meloni, strappa rispetto alle strategie comunitarie e apre in Italia tra Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia una dialettica che acuisce le differenti posizioni in politica estera.

Prova ne è la tensione che viene in qualche modo mitigata da una stretta di mano sul palco del ‘Forum in masseria’, organizzato nella tenuta di Bruno Vespa a Manduria, tra Antonio Tajani e Matteo Salvini, ospiti di due panel diversi, protagonisti di un vivace botta e risposta a distanza. Argomento della contesa, l’adesione della Lega al nascente gruppo Patrioti per l’Europa al Parlamento europeo. Una decisione che il leader del Carroccio vede vicina e che il segretario di Forza Italia boccia, anche se non ritiene un problema la vicinanza di Salvini a Vicktor Orban, che pero’ critica per la visita fatta a Putin a Mosca.

“Non dobbiamo leggere la realtà politica europea come se fosse quella italiana”, argomenta il ministro degli Esteri aggiungendo che “non c’è nessun problema ad essere in famiglie politiche differenti in Europa” mentre “in Italia abbiamo un’alleanza politica che dura del ’94. Non siamo un partito unico, siamo alleati ma siamo differenti”.

Per Tajani, però, il gruppo Id al Parlamento europeo “si sta trasformando nel gruppo dei Patrioti per l’Europa ed è entrata anche Vox. Ma è un gruppo ininfluente perché nessuno vuole poi discutere con loro”. Anzi, sottolinea, “ancora non è neanche ufficialmente formato perché non c’è un numero di nazioni sufficiente per fare un gruppo. In questo momento si tratta solo un progetto politico”.

Parole alle quali Salvini, intervistato da Vespa subito dopo il segretario di FI, replica con decisione. “Aspetterei metà luglio per verificare chi è irrilevante e chi è rilevante”, dice ricordando che l’iniziativa è portata avanti da ungheresi, austriaci, cechi, l’adesione degli spagnoli e gli interessi manifestati dagli olandesi, dai belgi e dai portoghesi.

“Si chiameranno i Patrioti d’Europa ed entro lunedì ci sarà la formalizzazione del tutto. Stiamo seriamente prendendo in considerazione la possibilità di fare parte di quello che può essere il terzo gruppo al Parlamento europeo”.

Distanza confermata anche sul prossimo presidente della Commissione europea. Tajani ribadisce l’auspicio di una conferma di Ursula von der Leyen e a chi gli chiede se alla fine anche Giorgia Meloni la voterà, risponde: “Mi auguro che lo faccia, al termine di una trattativa che riguarda lei e riguarda il voto di FdI. Noi la votiamo. Ho detto alla von der Leyen che il nostro voto è sicuro, ma nessuna apertura ai Verdi e nessun accordo politico. Se i Verdi la vogliono votare, bene ma senza compromessi sulla stabilità”.

Di segno opposto la posizione di Salvini che paragona von der Leyen al ‘mister’ di una squadra di calcio: “Chiederle di risolvere i problemi che ha causato negli ultimi cinque anni – sono le sue parole – è come chiedere a un allenatore scarso di portarti in Champions… Noi abbiamo l’idea di un’alleanza alternativa, che comprenda le forze di centrodestra allargate ai riformisti. Il problema – conclude – non è il nome”.

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