Poche balle. In Italia si muore di più perché non ci sono e non si usano le mascherine

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di Sergio Bianchini – L’ultimo servizio sul coronavirus proposta da lanuovapadania.it di Giancarlo Pagliarini spiega sì la differenza tra i due sistemi sanitari, quello italiano e quello della Corea del Sud, e tra il numero dei posti letto ma non il rallentamento dei contagi là ed il continuo accrescimento qua a casa nostra

Ancora una volta riscontro la carenza nella comprensione del ruolo evidente delle mascherine che sia in Cina che in Corea sono portate ovunque.

Da noi si arriva a sospendere l’attività parlamentare ma non si indossano le mascherine ed ancora oggi i vertici della sanità e della protezione civile dicono che basta 1 metro di distanza.

Inoltre il presunto rigore nordico che ha chiesto di fare dell’Italia un’unica regione rossa (Salvini voleva arrossare l’intera Europa) in realtà ha indebolito il cordone sanitario intorno ai focolai più intensi e cioè Piacenza Lodi Bergamo Padova intorno ai quali il cordone sanitario avrebbe dovuto essere intensificato fino al blocco delle attività industriali.

Ci sono altre province limitrofe eventualmente da bloccare davvero anche nelle industrie e sono Torino, Novara Milano Treviso Venezia Se si considera lo sviluppo del contagio si vede chiaramente che segue l’autostrada Milano Ancona e quella Torino Venezia.

Si dice che noi stiamo seguendo il modello cinese ma non è vero. In Cina la città di Wuhan era completamente ferma, industrie comprese, ma nel resto della Cina c’erano restrizioni minori. Ovunque però si portava e si porta ancora la mascherina.

Questo non si pensa e invece si demonizza chi, sfinito dall’ozio casalingo, esce, da solo, senza cane, a fare una passeggiata intorno a casa. Se continuano a maledirlo tra poco qualche isterico aggredirà il passante.

Il criterio dell’uniformità nazionale sostenuto dal governo centrosudista e tipico della sua unica vera ansia, quella di legittimazione dominante e di unità nazionale, è stato assunto anche dal nord dimentico totalmente delle sempre sostenute particolarità dei territori e attualmente dimentico delle necessità dello sviluppo ineguale sia nel bene che nel male.

E intanto il virus miete senza segni di indebolimento. Con 26000 contagiati e 2500 morti siamo molto oltre le quote cinesi tenendo conto che la nostra popolazione è 25 volte inferiore a quella cinese.

Triste ma meritato primato mondiale il nostro.

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