Pini: Non può essere Salvini a far ripartire la Lega Nord. Caro Fava, apprezzo il tuo ottimismo, ma son più di duemila anni che non si vedono miracoli

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di Gianluca Pini – Capita molto di rado di non esser d’accordo con Gianni. A onor del vero temo che anche stavolta sostanzialmente possa aver ragione, ma non a sufficienza per convincermi.

(https://www.lanuovapadania.it/opinioni/fava-la-lega-nord-esiste-ancora-e-se-ce-qualcuno-che-puo-toglierla-dalla-naftalina-e-matteo-salvini/)

O perlomeno: il suo ragionamento sarebbe logico se gli interpreti di questa specie di commedia, alla quale è ormai ridotta la politica italica, fossero politici sul serio.

Per questo motivo non posso condividere le sue oneste aspettative perché io, al suo contrario, vivo il pragmatico realismo della disillusione.

Ed è a tutto tondo una pia illusione anche il solo pensare che un pasticcione come Matteo Salvini abbia né la forza, né tantomeno la volontà di emanciparsi del personaggio da “circo Barnum” che ha creato e che ormai lo ingabbia avendolo di fatto ridotto ad una vittima da social che egli per primo ha alimentato, a suo uso e consumo.

“Metiu”, per quanto abituato a smentire se stesso (con una semplicità da far impallidire un clown) mantiene troppi debiti – politici – con la sua cerchia meridionalista e centralista per tornare a parlare di Nord in maniera convincente.

Capisco il ragionamento di Gianni Fava nella parte in cui sostiene che servirebbe un gesto generoso per liberare l’unico contenitore politico che abbia la credibilità e la storia per poter proseguire nella battaglia (visto le alternative che l’attuale panorama ci consegna).

Ma ho la ragionevole certezza che non lo vorrà fare.

O forse semplicemente non lo potrà fare, essendo consapevole di non poter essere lui a governarne le dinamiche.

“Metiu” ha intrapreso una strada che nella migliore delle ipotesi lo ha reso alieno alle parole d’ordine che quel messaggio politico esige ed ha definitivamente deteriorato la propria immagine e credibilità nei confronti di quell’elettorato che a lui non riserva più alcun credito.

Non solo: probabilmente potrebbe diffidarne anche chi, con maggior serietà, intenda portare seriamente avanti quel messaggio se dovesse emergere un qualsiasi collegamento a chi ha già tradito. E di chi ha voltato le spalle alla causa nordista, da Calderoli in giù, son pieni i fossi.

In buona sostanza, è pur vero che i tempi sono maturi per il ritorno sulla scena di un soggetto politico che raccolga l’eredità storica della Lega Nord; ma questo soggetto non può aver nulla a che fare con Salvini e la sua classe dirigente.

Pena la fine della battaglia per il federalismo e l’autonomia dei popoli.

Ma tanto il problema non si porrà: Salvini (pur con un forte imbarazzo e resistendo a molte pressioni interne) fingerà di non aver mai letto quella che resta comunque una lucida analisi politica di un amico come Gianni che per me e per tanti vecchi Leghisti ( L ) rimane uno dei pochissimi esempi di serietà e coerenza in politica.

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