Navi ong, non passa ancora la linea dura Meloni. Bruxelles ribadisce: obbligo di soccorso. E c’è accordo del giugno scorso su ricollocamento, ma lo accettano solo in 38…

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Tra il dire e il fare c’è di mezzo l’Europa. Meloni non risolve del tutto il tema degli sbarchi delle ong che battono bandiera di altri paesi europei. La risposta di Anitta Hipper, portavoce della Commissione europea è questa: “Stiamo seguendo la situazione da vicino e, dalle informazioni che abbiamo, ci sono tre navi con circa mille persone a bordo e che hanno chiesto uno sbarco sicuro. La Commissione non è coinvolta nelle operazioni di salvataggio in mare né nella definizione del luogo di sbarco. Tuttavia, ricordiamo che salvare vite in mare è un dovere morale e un obbligo legale di diritto internazionale degli Stati membri indipendentemente dalle circostanze». 

Le navi sono 3 e iniziano i soliti rimpalli. Poi la commissaria cita il meccanismo temporaneo di solidarietà volontario sul trasferimento dei migranti firmata da 18 Stati nel giugno scorso. Accordo che deve veder seguire la distribuzione dei migranti. Ad oggi, fa sapere il Corriere, la rilocalizzazione è stata accolta da soli 38 migranti. Di certo con regole così il quadro resta quello del porto delle nebbie.

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Ci ripensano. Niente rinvio per incassare le multe dei No Vax. Per ora.

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