Meloni, Anpi e certa sinistra sono fermi a Budapest 1956

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 “Anpi e certa sinistra sono fermi ai carrarmati di Budapest del 1956. L’Ucraina ne e’ la prova”. Lo dice la leader di FdI, Giorgia Meloni, in un’intervista a ‘Libero’. La guerra in Ucraina “ha dimostrato che la Ue ha sbagliato tutto dalla caduta del muro di Berlino ad oggi, privilegiando la finanza e il politicamente corretto invece di costruire la propria autonomia energetica e la propria unita’ in politica estera e nella difesa”. Di fronte al rischio recessione, Meloni chiede all’Ue “di mettere in campo subito delle misure compensative per le economie che pagheranno il prezzo piu’ alto, di mettere un tetto europeo al prezzo del gas e diversificare le fonti di approvvigionamento energetico. Rivedrei gli obiettivi del Green Deal, e di conseguenza del Pnrr italiano, che impone una transizione ecologica devastante sul piano economico. Ora le priorita’ devono cambiare”. 

 Sulle divisioni nel centrodestra in vista delle Amministrative, la leader di FdI aggiunge: “Siamo sempre stati disponibili a fare un passo indietro su nostri candidati purche’ non si mettesse in discussione un principio valso finora: gli uscenti che hanno lavorato bene, non hanno problemi e vogliono ricandidarsi, sono confermati. Oggi si chiede di rimettere in discussione questo principio nel caso di Nello Musumeci, forse colpevole di essersi avvicinato a Fratelli d’Italia. Cosi’ non va”. Infine, Meloni lancia la conferenza programmatica del partito, il prossimo fine settimana a Milano: “FdI lavora per scrivere un programma di governo e dare voce alla maggioranza di italiani che sono di centrodestra e meritano dignita’”.

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