Martina: Pd troppo romanocentrico, più impegno per il Nord. Partito vive sul raccordo anulare

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Il Pd cerca di andare a riempire lo spazio lasciato vuoto da Matteo Salvini. Dopo la prima uscita del sindaco di Bergamo, Giorgio Gori, arriva la presa di posizione dell’ex segretario del partito, Maurizio Martina, sulle pagine de linkiesta. “Troppo spesso siamo autoreferenziali. Ancora oggi ci facciamo dettare le scelte da logiche correntizie fini a se stesse, che spesso fanno scomparire il merito e il ragionamento politico. Non va bene. Siamo anche troppo romanocentrici, pensiamo che quasi tutto inizi e finisca nei palazzi dentro il Raccordo Anulare quando invece, specie al Nord, servirebbe ora un grande impegno in particolare verso le forze produttive del lavoro e dell’impresa”.

E Martina aggiunge: “Quello dovrebbe essere il cuore della nostra iniziativa insieme al più importante investimento in sapere e formazione permanente mai realizzato nella storia del Paese. Non convegni, ma scelte. Come quella avanzata qualche giorno fa da Ruffini e rivolta al lavoro autonomo per superare definitivamente il meccanismo degli acconti e dei saldi d’imposta per pagare effettivamente su quello che si incassa. Come il taglio strutturale del costo del lavoro per chi assume stabilmente donne e giovani. Come la proposta di un salario di formazione universale per supportare chiunque perda il lavoro insieme a un pacchetto di servizi garantiti per la propria riqualificazione. O come la traduzione pratica del nostro sostegno all’utilizzo del Mes per farci capire e non rimanere appesi a ragionamenti astratti: quelle risorse devono servire, ad esempio, per realizzare in tutti i tremila piccoli e medi comuni troppo distanti dagli ospedali una rete tecnologica avanzata di telemedicina mai realizzata fino a qui”. 

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