Mai come ora serve l’Europa delle Regioni di Miglio

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di Fulvio Curioni – Credo e spero che il supporto straordinario all’economia italiana da parte dell’Europa possa continuare a lungo, passando da straordinario ad ordinario, in quanto la ritardata vaccinazione, l’altalenante isteria pandemica, un anno di restrizioni da virus ( preferisco scrivere ed educarci a terminologie italiane al lockdown) hanno fatto crollare occupazione ed attività produttive.

Le risorse del piano di recupero del disastro (in inglese desaster recovery plan) non possono bastare, negli Usa sono stati stanziati 3 trilioni di dollari, portando i pessimisti a delineare quale effetto di questa iniezione di denaro, una nuova inflazione, contrapposta probabilmente alla minore iniezione di denaro da parte dell’Europa ai proprio stati membri in grado di produrre uno squilibrio tra un surplus commerciale europeo a fronte di un deficit degli Stati Uniti. Un possibile screzio tra le due potenze nonostante una ritrovata alleanza atlantica tutta da definire.

L’Europa deve quini definire i suoi obiettivi per corrisponderne denaro a recupero del disastro. Prima delle regole fiscali occorre ancora una Bce in grado di aiutare paesi indebitati come il nostro evitando un pareggio di bilancio cosi’ auspicato in brevi tempi dai tedeschi. Ora che appare assodato come emettere debito comune europeo sia possibile, occorre decidere se renderlo permanente o relegarlo a solo piano di recupero del disastro e quindi con una fine temporale.

Emettere debito comune quale regola ordinaria senza un termine temporale, significa anche decidere in comune tra gli stati membri come spendere queste risorse, oltre a riformare regole di bilancio in grado di colmare l’austerità complice di fallimento (default) di alcuni stati membri.

A tal proposito il concilio fiscale europeo (fiscal council) ha elaborato proposte di bilancio radicali, passando da una enfasi sul deficit a regole basate su criteri di sostenibilità del debito. Anche il meccanismo di stabilità richiede discussioni e obiettivi politici colmi di responsabilità verso le future generazioni e non solo accomodanti scelte di basso profilo.

La protezione dell’ambiente e della salute pare restino oggi i fari portanti di questa nuova filosofia di fare politica in Europa ma il percorso per normare regole ed obiettivi comuni pare molto allo stato embrionale, mai come in questa fase il profetico pensiero di Miglio potrebbe a mio avviso darci la svegli in quanto occorre abbandonare il concetto e l’ego nazionale per aprire la strada, i pensieri, le passioni, i desideri, i sogni ad una Europa delle regioni, ridisegnata territorialmente, politicamente, storicamente in vista di un grande futuro che è già presente, ora.

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