L’Ufficio parlamentare di bilancio: Date fondi ancora in base alla vecchia spesa storica. Lep lontanissimi. Dov’è il federalismo fiscale?

29 Maggio 2024
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E’ necessario che siano tempestivamente completati i passaggi fondamentali che riguardano l’individuazione dei trasferimenti erariali da fiscalizzare e dei tributi da assegnare in loro sostituzione e la determinazione dei Lep relativi alle materie regionali. È quanto rilevato dal consigliere dell’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) Giampaolo Arachi durante un’audizione alla Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale.

La fiscalizzazione dei trasferimenti alle Regioni da parte dello Stato richiede un più generale riorientamento del ruolo svolto dalle Amministrazioni centrali, che non potranno più disporre dei vincoli di destinazione sui trasferimenti perequativi ma dovranno tutelare l’uniformità territoriale della fornitura dei servizi legati ai diritti civili e sociale. Sia Comuni, che Provincia che Città metropolitane esaurito gli spazi disponibili per lo sforzo fiscale, a cui si aggiungono una difficoltà di riscossione dei tributi: l’Ufficio parlamentare di bilancio auspica che i decreti attuativi della riforma fiscale intervengano con misure volte a rafforzare la capacità di riscossione dei tributi propri, a individuare nuove fonti di finanziamento per le Province e le Città metropolitane e a razionalizzare e ampliare le basi imponibili sulle quali si fonda la finanza comunale.

Permane l’esigenza di prevedere una sede istituzionale unica dove le valutazioni e le decisioni possano essere prese in modo coordinato e con una valutazione complessiva che coinvolga anche la determinazione della compartecipazione che dovrebbe finanziare il fondo perequativo regionale nell’ambito del federalismo simmetrico.

 Durante l’audizione, Arachi sottolinea poi che “va assicurata nell’ambito comunale la piena realizzazione della perequazione basata su fabbisogni standard e capacità fiscale oggi ostacolata dalla presenza di correttivi per attenuare le variazioni negative del Fondo di solidarietà comunale (FSC) ) e da significativi flussi finanziari distribuiti al di fuori di essa sulla base di criteri storici. La sterilizzazione delle perdite prodotte dall’avanzare del meccanismo di perequazione appare non sostenibile dal punto di vista finanziario e, come rilevato dalla Corte costituzionale, in contraddizione con l’obiettivo stesso della riforma del federalismo fiscale.

Alcuni esercizi di simulazione mostrano che l’inclusione nella perequazione delle componenti del FSC fino a oggi escluse, oltre a garantire una maggiore corrispondenza fra risorse e fabbisogni e una maggiore trasparenza, potrebbe ridurre il numero dei Comuni , soprattutto piccoli, che rischiano di subire una riduzione delle risorse con il progredire della perequazione. Eventuali specificità comunali riflesse nel riparto storico dovrebbero più correttamente essere colte attraverso l’aggiornamento dei fabbisogni standard e delle capacità fiscali. Sarebbe auspicabile che anche la ripartizione dei contributi alla finanza pubblica per il complesso degli Enti locali avvenga utilizzando i fondi perequativi, sia per garantirne la coerenza con le esigenze di finanziamento delle funzioni fondamentali sia per evitare di introdurre nel FSC un ulteriore flusso estraneo alla finalità perequativa del fondo

“Per i Comuni – ha spiegato -Giampaolo Arachi – è stato previsto il graduale superamento del criterio storico nella ripartizione dei trasferimenti perequativi ed è stato avviato il potenziamento degli asili nido, dei servizi sociali e del trasporto di studenti con disabilità attraverso risorse aggiuntive e la fissazione di obiettivi di servizio; per le Province e le Città metropolitane sono state stanziate risorse aggiuntive e creati due distinti fondi perequativi per ripartire il contributo al risanamento della finanza pubblica sulla base dei fabbisogni e delle capacità fiscali di rafforzamento dei servizi comunali e, grazie alle indicazioni della Corte costituzionale, sono state apportate modifiche sia alle modalità di finanziamento e monitoraggio sia al sistema sanzionatorio in caso di inadempienza nell’uso delle risorse da parte degli Enti”.

Tuttavia, ha proseguito, “continuano ad essere limitati i progressi per il superamento della finanza derivata nelle materie diverse dalla sanità di competenza delle Regioni a statuto ordinario. Essendo il completamento del federalismo regionale una pietra miliare del Pnrr da realizzare entro il primo trimestre del 2026 , occorre procedere tempestivamente all’individuazione dei trasferimenti erariali da fiscalizzare e dei tributi da assegnare in loro sostituzione e alla determinazione dei Lep relativi alle materie regionali. Parallelamente alla fiscalizzazione dei trasferimenti, le Amministrazioni centrali dovranno riorientare il loro ruolo, tutelando l’uniformità territoriale della fornitura dei servizi legati ai diritti civili e sociali attraverso la determinazione e il monitoraggio dei Lep e l’attivazione dei poteri sostitutivi dello Stato previsti dalla Costituzione in caso di inadempienza”.

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