Le Regioni insistono. Lettera al premier per coprifuoco alle 23

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 “Illustre Presidente, le REGIONI e le Province autonome prendono atto con amarezza delle decisioni emerse in Consiglio dei Ministri in relazione al tema della percentuale minima per la didattica in presenza per gli istituiti della scuola secondaria di secondo grado, in contrasto con le posizioni concordate in sede di incontro politico, alla presenza di cinque Ministri del Governo, dei Presidenti delle REGIONI e Province autonome, dei Presidenti di Anci e dei Presidenti di Upi, nonche’ con le istruttorie condotte nell’ambito dei tavoli prefettizi. Un metodo che non ha privilegiato il raccordo tra le diverse competenze che la Costituzione riconosce ai diversi livelli di Governo”.

Cosi’ il presidente della Conferenza delle REGIONI, Massimiliano Fedriga nella lettera inviata al premier, Mario Draghi. “Nello spirito di ricercare la massima condivisione delle scelte in questa delicata fase che il Paese sta vivendo da oltre un anno- prosegue Fedriga- e per rispondere al disagio dei cittadini e delle imprese, ricercando le soluzioni piu’ coerenti con la situazione epidemiologica, le REGIONI e le Province autonome intendono offrire la loro disponibilita’ ad un incontro ulteriore ed urgente, ove il Governo lo ritenesse opportuno, prima della pubblicazione del decreto legge. A tal fine, si ritiene utile riportare di seguito le proposte delle REGIONI e delle Province autonome, per evidenziare nuovamente alcune incongruenze e criticita’ registrate nella bozza di decreto informalmente circolata, nonche’ trasmettere l’aggiornamento delle Linee Guida sulle riaperture delle attivita’ economiche, sociali e ricreative che sono state redatte con il supporto tecnico degli uffici regionali di prevenzione ai senti dell’articolo 1, comma 14, del Decreto Legge n. 33 del 2020 e delle quali non si e’ tenuto in alcun modo conto”.

“Per quanto attiene i servizi di ristorazione, in primo luogo va chiarito se in tale definizione rientrano anche i bar, in analogia con quanto precedentemente disposto con i diversi provvedimenti assunti dal Governo. Nel prendere positivamente atto della volonta’ di anticipare le aperture per i ristoranti all’aperto, si segnalano le seguenti oggettive criticita’: – le condizioni climatiche non consentono lo svolgimento regolare dell’attivita’ di ristorazione solo all’aperto condizionandone anche la programmazione; – una tale previsione rischia di discriminare gli esercizi che dispongono degli spazi esterni rispetto a coloro che non ne dispongono; – la disposizione appare altresi’ non comprensibile in relazione ad altre attivita’ che vengono autorizzate a svolgersi al chiuso gia’ a partire dal 26 aprile”. “Le REGIONI– prosegue ancora nella missiva il governatore del Friuli Venezia Giulia- ritengono pertanto necessario consentire, nel rigoroso rispetto dei protocolli di sicurezza, l’effettuazione dei servizi di ristorazione sia al chiuso che all’esterno, senza differenze di trattamento con riguardo agli orari di somministrazione (pranzo, cena). – In ragione dell’approssimarsi della stagione estiva caratterizzata dall’ora legale e, in considerazione della riapertura delle attivita’ sociali e culturali, si propone di valutare il differimento dell’interruzione delle attivita’ e della mobilita’ dalle ore 22 alle ore 23. – Vista l’intenzione del Governo di prevedere la riapertura di palestre e piscine a partire dal 1°giugno, in considerazione che da quella data di norma l’attivita’ risulta fortemente ridimensionata per la riduzione fisiologica dell’utenza, si chiede di consentire, in una logica di gradualita’, lo svolgimento delle attivita’ individuali con la presenza di un istruttore gia’ a partire dal 26 aprile, nel rispetto delle linee guida approvate dalla Conferenza e delle seguenti ulteriori prescrizioni di sicurezza: – impossibilita’ di praticare attivita’ di gruppo (corsi e allenamenti); – possibilita’ di svolgere esclusivamente lezioni o allenamenti individuali; – accesso solo con prenotazione obbligatoria; – in palestra, utilizzo della mascherina a protezione delle vie aeree da parte dell’allenatore/istruttore e dell’utente (tranne che durante l’attivita’ fisica)”.

“Una riapertura coerente anche con le altre misure in ragione del fatto che nel decreto si prevede la possibilita’ di esercitare tutti gli sport da contatto all’aperto. – Si richiede di inserire un’apposita previsione per la riapertura delle piscine al chiuso. – Parimenti si richiede di prevedere la riapertura del settore del wedding. – Con riferimento invece ai parchi tematici si chiede di valutare l’anticipazione dell’apertura, parimenti alle attivita’ dei mercati”. – Si evidenzia la necessita’ di uniformare le date di riapertura degli spettacoli all’aperto e degli eventi sportivi all’aperto, al fine di evitare incomprensibili discriminazioni. – Si fa presente della necessita’ di prevedere in tutto il provvedimento il giusto riferimento alle linee guida per la riapertura delle attivita’ economiche, produttive e ricreative adottate dalla Conferenza delle REGIONI e delle Province autonome. – Si sottolinea la necessita’ della previsione di un’apposita norma che consenta di modulare le aperture delle attivita’ in relazione all’andamento della situazione epidemiologica. – Si rende necessario che le norme previste dal prossimo provvedimento vengano accompagnate da serie misure di controllo del territorio per il rispetto delle prescrizioni di legge, al fine di evitare assembramenti e conseguentemente aumento di contagi”.

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