Le Regioni a Governo: palestre aperte, didattica a distanza e test dai medici di famiglia. Pd: no chiusure ristoranti alle 22

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In attesa che parli il premier facendo sintesi delle richieste sul tavolo, escono le prime posizioni espresse dalle regioni nel vertice di questa mattina col governo. “Abbiamo chiesto di non intervenire penalizzando ulteriormente i locali pubblici con altre riduzioni di orario”. E’ quanto riferisce il governatore della Liguria, Giovanni Toti e vice Presidente della Conferenza delle Regioni, che in loro rappresentanza chiede al governo “più di didattica a distanza a rotazione per i ragazzi degli ultimi anni. La Liguria già usa i bus turistici dove si può e dove è utile, ma per alleggerire i mezze serve anche scaglionare ingressi nelle scuole e nei luoghi di lavoro”. 

“Le Regioni – spiega Toti – hanno proposto al Governo anche di non chiudere le palestre, di coinvolgere i medici di famiglia nei tamponi rapidi, come già succede in Liguria, e di svolgere i test salivari in farmacia. Proposte di buonsenso che speriamo vengano accolte”. Le Regioni, fa sapere Toti, hanno confermato la richiesta di chiusura dei locali alle 24. 

Intanto il segretario del Pd Lazio, Bruno Astorre, rilancia: “Mi auguro che venga scartata l’ipotesi di chiusura anticipata dei ristoranti alle 22. Chiudere alle 24 potrebbe essere un utile compromesso”. E’ quanto scrive in una nota in merito alle nuove misure restrittive allo studio del governo. “Significherebbe procurare danni enormi a chi con coraggio ha rialzato la saracinesca dopo i danni enormi della prima fase dell’emergenza Covid-19. Più opportuno invece – conclude Astorre – aumentare i controlli per il rispetto delle misure di sicurezza, come ingressi contingentati, distanziamento e sanificazione”.

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