La regola del condottiero del Papeete: paga e tas, somaro Lumbard

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di Roberto Gremmo – Non si può negare coerenza al capitano dell’avventuroso vascello postbossiano che avventuratosi per i procellosi mari del Sud naviga a vista verso gli scogli del peggior meridionalismo dove andrà a sfracellarsi.   

Senatore di Reggio Calabria, l’eroico odisseo  politico in una delle sempre più stanche comparsate televisive se ne è uscito l’altra sera con la neanche originale proposta di “usare una parte dei miliardi dell’Europa per rendere esentasse la vita dei pensionati al Sud”, progetto lungimirante e soprattutto rispettoso dei dettami costituzionali sull’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge.

Intendiamoci, il capitanissimo è in ottima e vasta compagnia nel progetto di ennesimo drenaggio di risorse col pretesto di far rinascere il mezzogiorno, ma lui li batte tutti, se non altro in coerenza. La sorella d’Italia viene da una storia nazionalista ed è logicamente nostalgica del crollalanzismo assistenzialista mentre la superministra Bellanova e il sociologo nonché ministro Provenzano fanno a gara a chi chiede di più ed a fondo perduto ma hanno almeno la giustificazione di farlo come figli politici della demagogia sudista. 

Dovrebbe invece starne ben lontano il nuovo vessilifero dei privilegi geografici che arriva da una storia differente, abbandonata senza neanche chiedere l’opinione di quelli che aveva accanto. Cosa pensano dei pensionati meridionali che il capitanissimo vorrebbe in gita premio permanente i nostri eroici anziani che stentano la vita nella val Seriana martire, nella val Brembana dolorosa o nella Valbrona dimenticata? Chi ha avuto la tragedia epidemica dovrà rassegnarsi. Anche per il condottiero papeteesco il progetto è uno solo: paga e tas, somaro Lumbard!

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