La Magna Charta della Padania, firmata da Giampaolo Pansa nel 1969 su La Stampa

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di Stefania Piazzo – Pubblichiamo un documento storico, una sorta di “Magna Charta” della Padania. Così lo ribattezza il nostro lettore, Cuore Verde, che ha il merito di aver scovato negli archivi del quotidiano torinese questa preziosa testimonianza politica, giornalistica, antesignana e pioniera dell’idea di Padania, e di avercela inviata, perché ne parlassimo. Il Nord esiste, a prescindere dal leghismo e dalle sue evoluzioni. A prescindere dalle scelte di Salvini, la questione settentrionale è un dato storico. Cancellare la storia non è possibile. Torna sempre. E se non risolvi i problemi che ti lancia, i problemi bussano alla porta, fatalmente.

Cuore verde ci ha inviato in redazione un cimelio del giornalismo che non temeva etichette . Nella mail in cui mi scrive, spiega bene di che si tratta. E l’articolo-intervista di Giampaolo Pansa “Il cuore nuovo della Padania” del 30 maggio 1969.

Cuore verde spiega ancora: “Dopo due settimane dal convegno sui porti liguri, tenutosi ad Alessandria il 15 e 16 maggio 1969 in cui si era appunto parlato anche di una nuova regione, la Padania, La Stampa (il vice-direttore Giovanni Giovannini, l’inviato speciale Giampaolo Pansa e il corrispondente da Alessandria Franco Marchiaro) riunisce “nella sede dell’amministrazione provinciale di Alessandria, per un dibattito forse senza precedenti, i rappresentanti delle province di confine di tre regioni: zone molto vicine fra loro e con numerosi problemi in comune, ancora separate sotto il profilo operativo da barriere”

Ma leggiamo fedelmente il passaggio “profetico” del servizio. Il pezzo su La Stampa di 53 anni fa attacca così.

“Due settimane fa, ad Alessandria, durante il convegno sui porti liguri e piemontesi si è parlato – per la prima volta a livello di incontro pubblico – di Padania. Di che cosa si tratta? Di una dimensione economica nuova, di una regione “aperta” (cioè non definita, non congelata dai confini tradizionali) che si comincia a intravedere e che è destinata ad abbracciare, oltre l’area ligure-piemontese, anche la Lombardia, parte dell’Emilia e il Veneto? Esiste questa regione ideale?”.

E’ incredibile. La Stampa racconta una Padania in fasce, coglie il sentimento di una necessità. E’ l’inizio di una presa d’atto della questione settentrionale.

Se Guido Fanti parlava di Padania nel 1975 e sempre su La Stampa (era il 6 novembre di quell’anno), evidentemente era perché l’idea era già circolata nel dibattito politico nei territori del Nord. La consapevolezza di una specificità sociale, economica, era presente.

Ecco, questi amministratori di Alessandria, Pavia e Piacenza, il “cuore nuovo della Padania”, senza alcun precedente di riferimento, si “inventano” la Padania- scrive Cuore Verde – Nel 1969. Questi amministratori, ancor prima della creazione delle Regioni (1970), sono già incredibilmente consapevoli che occorre creare una “regione forte” per i rapporti sia con Roma che Bruxelles. Nell’articolo si parla esplicitamente anche di “Università padana”. Quasi dei padri fondatori”.

Che dire? Non c’è dubbio che “La Padania, l’idea di Padania è stata concepita prima ancora della nascita delle regioni!”.

Ma è evidente che non ci possiamo fermare qui. Lanciamo la palla a chi rivendica oggi le ragioni del Nord e senza scadere nei soliti articoli di stampa che parlano di scissionisti o altro. La questione è troppo seria per essere ridotta a folkolore e non compresa politicamente, specialmente in un autunno che apre ad una crisi senza precedenti, per capire come reagirà il tessuto del paese, e del Nord, alla pandemia economica che è dietro l’angolo.

Dal Comitato del Nord lanciato da Bossi (appello che ovviamente lanciamo a Grimoldi e Ciocca), ad Autonomia e libertà di Roberto Castelli, sino a Gianni Fava che ha promosso da Biassono la ri-nascita di un contenitore padano, a Davide Boni di Grande Nord che ha invocato in quella sede il superamento del reducismo…. ecco, la parola la diamo a loro. Hanno voglia di commentare, replicare, dire qualcosa di padano su questo prezioso pezzo di Giampaolo Pansa, scritto prima che loro immaginassero l’esistenza della Padania?

Il dibattito è aperto.

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