I catalani fanno paura al Pp spagnolo. Accordo indipendentisti e socialisti per rientro delle aziende che se ne erano andate

13 Novembre 2023
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 Il presidente della Confederazione spagnola delle organizzazioni imprenditoriali (Ceoe), Antonio Garamendi, ha convocato per oggi una riunione “straordinaria e urgente” del comitato esecutivo per “affrontare la situazione in Spagna” dopo l’accordo raggiunto tra i socialisti e Uniti per la Catalogna ( JxCat ) per l’investitura alla presidenza del governo di Pedro Sanchez. In un comunicato, l’associazione ha spiegato che questa riunione straordinaria e’ stata convocata in considerazione della “grave preoccupazione del mondo imprenditoriale”. Tra i punti dell’accordo spiccano alcune misure che consentono l’autonomia finanziaria e l’accesso al mercato per la Catalogna , nonche’ un dialogo “unico” sull’impatto dell’attuale modello di finanziamento di questa comunita’. In questo ambito, i socialisti sosterranno un piano per facilitare e promuovere il ritorno in Catalogna delle sedi delle aziende che negli ultimi anni si sono trasferite in altri territori.

La presidente del Congresso dei deputati spagnolo, Francina Armengol ha confermato le date in cui si terrà il dibattito sull’investitura di Pedro Sánchez, segretario generale del partito Socialista spagnolo e presidente ad interim del governo: l’appuntamento è fissato per mercoledì 15 novembre e giovedì 16 novembre. Sanchez, dopo aver incassato l’appoggio degli indipendentisti catalani di Junts al termine di un difficile negoziato, ha ora i voti necessari per ottenere la fiducia e restare al governo nonostante l’opposizione dei Popolari che ieri sono scesi in piazza in tutto il Paese. La scorsa settimana Sanchez e gli indipendentisti hanno raggiunto un’intesa sulla base dello scambio tra governabilità e amnistia anche per il leader di Uniti per la Catalogna Carles Puigdemont che dovrebbe poter tornare in patria. Intanto, l’accordo tra Psoe e gli indipendentisti catalani di Junts è stato messo nuovamente all’indice dai Popolari. La direzione nazionale del Pp ha dichiarato che “la piazza ieri ha condannato” Sanchez, poiché “due milioni di spagnoli” hanno parlato “forte e chiaro” nei 52 capoluoghi di provincia della Spagna dove sono scesi in piazza contro la legge sull’amnistia e il resto degli accordi per l’investitura. In un’intervista su Antena3 raccolta da Servimedia, il coordinatore generale del Pp, Elías Bendodo, si è detto soddisfatto della “risposta massiccia e pacifica” della piazza “di fronte alle enormi bugie di Sanchez” per continuare a restare a La Moncloa. Bendodo ha preso poi le distanze dalle manifestazioni davanti alla sede socialista di Ferraz: “Condanniamo ogni tipo di violenza”, ha detto, ricordando che il Pp non convocato né partecipa a questo tipo di proteste e che in quelle indette ieri in tutta la Spagna contemporaneamente “Non ci sono stati scontri”.

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