Governo in piedi per il rotto della cuffia

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 Il governo Conte II si ‘salva’ al Senato e incassa una fiducia ‘stretta’ con 156 si’. Non raggiunge la maggioranza assoluta di 161 per 5 voti. Una strada tanto stretta che lo stesso Conte, su Twitter, annota che “il governo ottiene la fiducia anche al Senato. Ora l’obiettivo e’ rendere ancora piu’ solida questa maggioranza. L’Italia non ha un minuto da perdere”. Un applauso ‘liberatorio’ dei giallorossi accoglie il risultato a tarda serata, dopo 13 ore di dibattito e dichiarazioni.

Un tour de force dall’esito incerto fino all’ultimo, con tanto di caos e suspance negli ultimi minuti, a causa della riammissione al voto dell’ex M5s Lello Ciampolillo e del Psi Riccardo Nencini, che alla seconda chiama e al fotofinish votano si’ alla fiducia, portando i voti a favore a quota 156. Non mancano le sorprese: due senatori di Forza Italia, Andrea Causin e Maria Rosaria Rossi (storica fedelissima di Silvio Berlusconi ai tempi dell’ultimo governo guidato dal Cavaliere), subito ‘cacciati’ dal partito, spiega categorico Antonio Tajani, votano a favore del Conte II.

Ma in ‘soccorso’ del governo arrivano anche i voti degli ex M5s, anche se non tutti quelli sperati: votano la fiducia Lello Ciampolillo, Gregorio De Falco, Luigi Di Marzio, oltre a Maurizio Buccarella passato al Maie a Tommaso Cerno, che fa rientro nel Pd, Sandra Lonardo. Votano si’ i tre senatori a vita Liliana Segre, Mario Monti e Elena Cattaneo. Conte non convince, invece, gli altri ex M5s Michele Giarrusso, Tiziana Drago, Carlo Martelli, Marinella Pacifico e Gianluigi Paragone. I voti contrari sono 140. Italia viva regge: su 17 senatori presenti (Mauro Marino assente per Covid), in 16 seguono la linea indicata da Matteo Renzi e si astengono. Vota si’, invece, Riccardo Nencini, che spiega di essere stato “convinto” dalle parole del premier, ma assicura che non togliera’ il simbolo al gruppo renziano.

 Scorrendo i tabulati, ed escluso il voto a favore dei due azzurri, non arrivano altre sorprese rispetto ai si’ gia’ previsti e annunciati. Tra le assenze, oltre ai due senatori (uno di Iv e uno di M5s) assenti per Covid,figurano i senatori a vita Renzo Piano e Carlo Rubbia e Giorgio Napolitano (in congedo), Umberto Bossi e due senatori di Forza Italia-Udc, Salvatore Sciascia e Sandro Biasotti. Esulta la maggioranza, fino all’ultimo col fiato sospeso: fino a meta’ pomeriggio i numeri oscillavano paurosamente, i voti certi sembravano essersi fermati a quota 152-153. “Scongiurato il salto nel buio per l’Italia. C’e’ un Governo che ha la fiducia nei due rami del parlamento”, spiegano dal Pd.

“I numeri dimostrano che non c’e’ maggioranza alternativa”, commenta il capo delegazione M5s Alfonso Bonafede. Eppure il cammino non sara’ in discesa: i numeri incassati ieri e soprattutto oggi dal governo non fanno presagire una navigazione tranquilla, tanto piu’ in Parlamento, dove gli equilibri, senza i numeri, di Iv, sono cambiati e non giocano a favore della maggioranza, che potrebbe finire in minoranza nelle commissioni.

Se, infatti, si sommano i numeri di Iv con quelli del centrodestra, si superano i voti dell’attuale maggioranza. Dal canto suo, vede il bicchiere mezzo pieno Matteo Renzi, protagonista in Aula di un duello a suon di accuse e repliche con il premier Conte: “Oggi dovevano asfaltarci ma non hanno la maggioranza”. Il leader di Iv conferma la linea: “Da oggi saremo opposizione, il presidente del Consiglio ha scelto di costituire un’altra maggioranza, non ci vuole con se”. Durissimo il centrodestra: “Dobbiamo chiedere un colloquio con Mattarella. Non credo che il presidente chiudera’ un occhio”, ‘pressa’ Giorgia Meloni. E Matteo Salvini attacca: “Uno scempio, una schifezza”. 

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