Giustizia difficile, arriva il dl contro il sovraffollamento delle carceri. Opposizioni contro il ministro Nordio

4 Luglio 2024
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“L’articolo 10 del dl carceri sul peculato per distrazione non interviene sull’abuso di ufficio, “e’ una ipotesi completamente diversa. E’ diverso il bene protetto, qui si parla di distrazione che significa veicolare le risorse che hai a disposizione verso una destinazione che non e’ quella fisiologica. Quindi non ha niente a che vedere con l’abuso di atti di ufficio che prescindeva dalla distrazione”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, parlando in Transatlantico. “Il bene protetto e la struttura del reato sono completamente diversi dall’abuso d’ufficio, quindi non ha assolutamente rilevanza con l’abrogazione dell’abuso – ha detto il Guardasigilli -, quando abbiamo presentato l’anno scorso il disegno di legge avevamo gia’ detto che avremmo provveduto in altra sede a colmare eventuali mancanze di coordinamento con altre norme penali in separata sede, ma ripeto che questo non ha niente a che vedere con l’abuso d’ufficio”.

“Ho letto il decreto presentato da Nordio sulle carceri e non credo possa essere risolutivo o determinante per risolvere il problema del sovraffollamento degli istituti penitenziari. Come sempre però porteremo in Parlamento il nostro contributo costruttivo per migliorare le proposte del governo”. Lo dichiara in una nota il deputato di Forza Italia e capogruppo in commissione Giustizia, Tommaso Calderone.

Le opposizioni non la pensano così.

Questo provvedimento “è chiamato il disegno di legge Nordio, ma per noi è il ‘ddl Silvan’ perche’, come il mago Silvan, il ministro Nordio fa sparire il reato di abuso di ufficio nel disegno di legge e lo fa riapparire sotto false vesti nel decreto legge Carceri col nome di ‘peculato per distrazione’, una norma più attenuata per andare incontro ai giusti rilievi del presidente Mattarella”. Lo ha detto in Aula, alla Camera, durante l’esame del provvedimento che abolisce l’abuso d’ufficio, il capogruppo di Alleanza verdi e sinistra in commissione Giustizia a Montecitorio, Devis Dori.

”Le misure del governo non incideranno sul sovraffollamento essendo afflitte da minimalismo”. Lo dichiara Patrizio Gonnella, presidente dell’associazione Antigone. ”Sarebbe stato necessario ben altro per produrre una controtendenza nella crescita dei numeri o nella qualità della vita penitenziaria – continua – In base a quanto si legge nella bozza del decreto-legge, le telefonate verranno, con un successivo regolamento, aumentate da quattro a sei al mese. Cosa, peraltro, già possibile a legislazione vigente. Per contrastare l’isolamento penitenziario e incidere sulle cause dei suicidi sarebbe stato necessario prevedere telefonate quotidiane e non una ogni cinque giorni. Inoltre la misura entrerà in vigore tra sei mesi almeno. Un’altra estate passerà invano”. “In materia di liberazione anticipata si è intervenuti sulla procedura ma non sull’allargamento dei giorni di concessione. Nel frattempo siamo a 49 suicidi dall’inizio dell’anno e a tassi di affollamento elevatissimi e ingestibili – prosegue Gonnella – Assumere sempre e solo poliziotti non basta. Bisognerebbe anche aumentare il numero di educatori, mediatori, assistenti sociali, medici, psichiatri, etno-psichiatri, interpreti, direttori. Altrimenti trasformiamo le carceri in un luogo di ordine pubblico”. “Infine la previsione di invio di ben 85 agenti in Albania per gestire la prigione che nascerà in quel paese è irriguardosa per chi fa turni massacranti in Italia e apre le porte a una pericolosa esternalizzazione della detenzione, come ai tempi del colonialismo”, conclude.

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