Giochetti nel centrodestra. Lega e Forza Italia contro odg di Fratelli d’Italia su coprifuoco

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 La maggioranza, in mattinata compatta sul via libera al Recovery plan, si spacca nel pomeriggio sul coprifuoco. E in Aula volano parole grosse. I partiti che sostengono il governo Draghi, dopo una lunga trattativa, riescono a raggiungere un’intesa – con il via libera del presidente del Consiglio e grazie alla mediazione del ministro D’Inca’ – sul superamento del coprifuoco alle 22, dopo una valutazione a maggio dei dati epidemiologici. Accordo messo nero su bianco in un ordine del giorno di Cambiamo, opportunamente modificato, che viene approvato dalla Camera. Ma al momento del voto sui due ordini del giorno di FdI, Lega e Forza Italia non partecipano alla votazione, lasciando a M5s, Pd e Leu il compito di bocciare i testi dell’opposizione che miravano a eliminare tout court l’attuale stop alle 22 e a prolungare fino a mezzanotte l’apertura dei ristoranti. Linea che fa infuriare le altre forze di maggioranza, che attaccano a testa bassa i due partiti del centrodestra.

“Non puo’ esserci una maggioranza a la carte, che non affronta con coraggio e fiducia unita e coesa il difficile momento che stiamo attraversando, mi auguro che la maggioranza comprenda che l’unita’ e la coesione non vadano mai messe davanti all’interesse di questo o quel partito”, scandisce la capogruppo dem Debora Serracchiani. “Evitiamo propagande inutili. E’ quanto mai paradossale che questa maggioranza” voti o non voti “per tornaconto personale”, incalza il presidente dei deputati M5s. Per il capogruppo di Leu Federico Fornaro c’e’ “la questione di come si sta in una maggioranza, rispetto e lealta’ devono essere le fondamenta e invece qui c’e’ un problema che non e’ superabile con le dichiarazioni o i tweet. A chi giova questo gioco?”. Parole che gli azzurri rispediscono al mittente: “Non accettiamo lezioni di lealta’ e serieta'”, replica Roberto Occhiuto.

“Unita’ e coesione non si costruiscono solo sui temi di una parte della maggioranza ma sulla sintesi di entrambe le parti perche’ anche le nostre ragioni hanno diritto di cittadinanza all’interno del governo”, aggiunge. Ma ancor prima dello strappo che si consuma in Aula al momento del voto, il clima si surriscalda gia’ durante la trattativa separata tra i capigruppo e il governo – mentre poco distante dal Senato si vedono Matteo Salvini e Antonio Tajani per stabilire la linea – per riformulare l’ordine del giorno di FdI. Alla fine si raggiunge un’intesa di massima (a proporre il testo e’ Serracchiani), ma leghisti e azzurri mettono le mani avanti e avvertono: “Se Fratelli d’Italia non accetta la riformulazione (previsione che si avvera, ndr) noi non parteciperemo al voto”. Un distinguo che lascia spiazzati gli altri partiti di governo.

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