Fuga dalla Lega in Sicilia: perde un altro consigliere regionale. Al gruppo ne restano due

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La marcia siciliana della Lega, che era riuscito a ottenere l’assessorato ai Beni culturali nella giunta regionale di Nello Musumeci, sembra essersi impantanata nel guado delle preferenze, baluardo della politica regionale e dei suoi protagonisti, e il partito perde pezzi all’Ars. Riorganizzati i vertici del partito nell’isola, nominando due vice segretari, Stefano Candiani, senatore di Busto Arsizio a cui Matteo Salvini aveva affidato la segreteria regionale, ha esordito con una proposta choc di riforma elettorale: liste bloccate senza preferenze. Ovvero, una bestemmia politica, al sud, per chi sulle preferenze ha costruito una solida posizione politica, in tutto il centrodestra, e ha finito per fornire il pretesto a chi si si trovava gia’ a disagio nel partito, di lasciarlo.

“Con la sua ultima dichiarazione il segretario della Lega in Sicilia, Candiani ha proposto l’abolizione delle preferenze per le elezioni regionali: un’ipotesi che mi ha sempre visto e mi vede contraria, perche’ credo che i cittadini debbano poter liberamente eleggere i propri rappresentanti nelle Istituzioni a tutti i livelli, compreso quello nazionale. La dichiarazione di Candiani comunque non mi ha affatto stupita, perche’ e’ conferma ed espressione di una cultura e di una visione, “non molto democratica” della politica della Lega, rispetto alla quale ho gia’ espresso piu’ volte e in diverse occasioni anche pubblicamente fortissime perplessita’”, ha affermato Mariana Caronia, deputata all’Ars, che ha annunciato il proprio divorzio dal partito di Salvini.

La decisione che segue quella, presa diverso tempo fa dal deputato Giovanni Bulla che torno’ all’Udc, gruppo della Lega all’Ars adesso conta solo due deputati, Antonio Catalfamo e Orazio Ragusa.

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