Figliuolo: Dopo over 65 vaccineremo i più giovani in vacanza e nelle scuole. Nel Nord Est il picco dei No Vax

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“Quando ho assunto l’incarico, il primo marzo, eravamo sotto i 140 mila vaccini al giorno. Per ottenere la progressione ci volevano due cose: le dosi e il controllo, cioè il ‘contatto’ con Regioni e Province. Inoltre siamo passati da 1.400 a 2.430 centri di vaccinazione. Per l’approvvigionamento abbiamo agito in tandem con il presidente del Consiglio, facendo pressione su Big Pharma e portando avanti interlocuzioni con l’Europa”. Così il generale Francesco Figliuolo, commissario straordinario all’emergenza Covid, in un’intervista a Repubblica.

“Non posso dire che domani riusciremo a fare un milione di vaccini, ma intanto sono sicuro che la macchina possa salire molto più su dei 500mila. Non dobbiamo fare scorte, ma veleggiare tra l’88 e il 92% di dosi utilizzate rispetto alle consegne. In Italia c’è tutto, grazie a Speranza abbiamo accordi con i medici di famiglia. Hanno aderito 30mila, con 10 fiale al giorno siamo a 300mila. Poi ci sono 10mila farmacie. E 60mila dosi le possono fare i dentisti”, aggiunge, “abbiamo censito 730 punti vaccinali aziendali. Il sistema è aperto e potrebbe crescere a dismisura. Speriamo di aprire alle aziende il prima possibile, appena messi in sicurezza gli over 65. A parità di buona salute, nessuno si scandalizza se una persona di 38 anni che lavora alle presse o nel turismo arriva prima di una di 54 perché la sua azienda è stata più veloce. Lo proporrò al presidente del Consiglio. Speriamo di arrivare a fine maggio all’obiettivo”.

“A brevissimo apriremo le prenotazioni fino a 55 anni per chi ha comorbidità legate ai codici di esenzione: malattie neurologiche, del cuore, ipertensione, trapiantati. Nel frattempo mettiamo in sicurezza gli over 65. Poi, con l’arrivo massiccio delle dosi, vogliamo dare i vaccini ai centri aziendali e aumentare la capacità di somministrazione”, prosegue Figluolo, “coperti gli over 65, la mia idea, ancora non condivisa con chi prenderà la decisione finale, è di dire a tutti quelli che hanno più di 30 anni: andate e vaccinatevi. Poi ovviamente continueremo a immunizzare anche l’ultimo dei fragili. Ma quando gli scienziati ci diranno che l’incidenza della malattia non è rilevante per le diverse fasce d’età, vorrei che si dicesse: chi ha più di 30 anni si presenta e si vaccina. Poi decideremo le modalità con le Regioni, anche per evitare le resse che abbiamo visto”.

Per l’estate “pensiamo di utilizzare strutture presso centri montani o estivi, che potrebbero dare un appeal a quel tipo di utenti. Tutti siamo stati giovani, e sappiamo che i giovani a volte si sentono onnipotenti e pensano: ‘Tanto non lo prendo’. Ma così possono colpire congiunti più anziani. Saremo proattivi, vedremo come strutturare questo piano, ma lo faremo”, spiega il commissario, che per i più piccoli aggiunge: “Stiamo seguendo quello che accade nel mondo scientifico e quello che fanno gli altri Paesi. Può diventare un modello. Io sono stato ragazzo negli anni Settanta, quando ci vaccinavano pure nelle scuole: stiamo iniziando a pensare anche a idee di questo tipo”.

“Ci sono state polemiche sull’uniforme. Io rimango un alto comandante dell’esercito, poi posso andare anche in scarpe da tennis e pantaloncini, ma l’uomo è quello. Per convenzione uno si veste in un certo modo. Ma quando qualcuno mi chiede di fare una riunione, cosa devo portare? Il cervello”, rimarca Figlulo, “alcuni territori sono più semplici di altri. Penso ai problemi della Calabria, con la sanità commissariata e due miliardi di debiti. Abbiamo tolto qualche sassolino dall’ingranaggio. Creato hub che non avevano, e non per incapacità ma per incapienza finanziaria. Anche il Molise e l’Abruzzo hanno chiesto ausilio. E lo stesso la Lombardia, per il sistema informatico: pensate che ieri hanno fatto 115mila dosi sul totale di 500mila. Un record, va detto”. 

 “Non si può regolare un’attività senza alcuna riserva, perché non saremmo in grado di fronteggiare l’imprevisto. Ho così ottenuto dalla Conferenza delle Regioni di tenere una riserva dell’1,5% di dosi. Le Regioni possono avere dei problemi, e con quelle fiale in magazzino possiamo evitare di mandare indietro fragili, anziani e malati senza dosi”, prosegue, AstraZeneca “ha avuto un percorso evolutivo, per essere buoni, che però ha portato a un’ondata di percezione negativa. Le seconde dosi le abbiamo e vanno comunque fatte con lo stesso vaccino. Dobbiamo convincere le persone che è meglio vaccinarsi prima che rischiare la malattia perché si aspetta di fare Pfizer o Moderna, ritenuti migliori”. “Poi ci sono i no-vax, che nel Nord-Est del Paese raggiungono anche il 18%. Nelle altre Regioni siamo intorno al 10-12%. Il fenomeno è statisticamente rilevante se si sale sopra al 5%, dunque c’è. Quella differenza si può assorbire, ma temo la stagione più calda: pensare che il rischio sia scampato potrebbe farci passare dal ‘me-vax’ al no-vax. Bisogna fare attenzione all’effetto ‘tana libera tutti'”, spiega Figluolo, il personale sanitario che malgrado l’obbligo non si vaccina “percentualmente è un numero molto residuale. La norma è chiara e prevede fino alla risoluzione del rapporto di lavoro. Va fatta informazione e formazione. È inammissibile far rischiare i pazienti”.

“È probabile che si dovranno fare dei cicli di vaccinazione. Le Big Pharma si stanno attrezzando per la cosiddetta terza dose, anche per le varianti. Questa struttura ha un compito, fare la vaccinazione degli italiani il prima possibile. Non deciderò io, ma per come la vedo lo straordinario dovrà diventare normale. Di tutto questo non ho mai parlato con il governo, ma penso che dovremo strutturarci per pandemie che saranno poi endemiche. Riguardo al mio futuro, ho fissato l’obiettivo di vaccinare gli italiani. Puntiamo a farlo entro settembre. Poi il presidente del Consiglio deciderà. Io rimango a disposizione dell’Italia, con tutta la mia struttura”, afferma il commissario, “se facessimo gli scienziati puri, apriremmo nel 2026. Se uno fa solo il mestiere del politico e guarda la pancia di alcune categorie, dice: apriamo tutto e non se ne parli più. Il governo ha preso una decisione bilanciata. Poi tutte le scelte sono e saranno sottoposte a rolling review. Siamo andati avanti con scienza, buonsenso, esperienza, un po’ a tentativi. Anche queste riaperture sono una prova”. Quanto al coprifuoco, se serva ancora, “il Cts risponde di norma a queste domande e poi il governo si assume la responsabilità. È chiaro che più vacciniamo, più entriamo nella bella stagione, più i cittadini seguono le regole, meglio va. Scende l’Rt. Se così sarà, ritengo che l’esecutivo andrà verso misure meno restrittive”. “Oggi siamo sopra il 95% delle vaccinazioni nelle Rsa. La mortalità è calata a picco. I più anziani e deboli sono il mio chiodo fisso. I risultati sugli over 80 ci sono stati. Riaprirle o tenerle chiuse dipende da diversi fattori. Io però posso dire che per quanto mi riguarda le abbiamo messe in sicurezza”, conclude.

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