Draghi prepara la nuova stretta. E su vaccini promette: ci siamo quasi…

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 Il superamento della cifra dei 100 mila morti causa Covid coincide con l’anniversario di “Io resto a casa”, il Dpcm con il quale l’allora premier Conte annuncio’ la stretta nazionale. Il nostro Paese divento’ tutta “zona protetta” e ora non si esclude che possa esserci un provvedimento che preveda una maggiore stretta a livello nazionale e non solo misure territoriali. L’ipotesi di ulteriori misure rigide (come per esempio quello di stringere le maglie nel week end) potrebbe portare – sottolineano anche fonti parlamentari della maggioranza – ad un provvedimento prima del prossimo fine settimana ma al momento non c’e’ alcuna decisione in merito. La preoccupazione e’ comunque legata alla distribuzione delle dosi sul territorio che arrivera’ nelle prossime settimane. Il tema dell’organizzazione della distribuzione dei vaccini e’ stato discusso dal premier Draghi, dai ministri Speranza e Gelmini, dal Commissario straordinario per l’emergenza Figliuolo e dal capo della Protezione Civile Curcio. Prima dell’incontro con il presidente del Consiglio si era tenuto un vertice durato circa un’ora e mezza tra l’esecutivo e i tecnici. Il Cts invoca misure piu’ stringenti, in linea con quanto ripete il responsabile della Salute, Speranza.

I criteri dovrebbero essere stabiliti a livello nazionale, ma si aspetteranno i dati dei prossimi giorni. Sui nuovi parametri ci sara’ un lavoro di coordinamento anche con le Regioni, intanto il presidente del Consiglio Draghi accelera sul piano dei vaccini. Con la riunione con i ministri si e’ puntati a verificare lo stato di implementazione del piano vaccini e degli interventi di carattere logistico. Il presidente del Consiglio ha voluto lanciare un messaggio di fiducia diffuso in apertura della Conferenza “Verso una Strategia Nazionale sulla parita’ di genere”. “Con i vaccini la via d’uscita non e’ lontana”, ha spiegato.

 “Ci troviamo – ha detto il premier Draghi – tutti di fronte, in questi giorni, a un nuovo peggioramento dell’emergenza sanitaria. Ognuno deve fare la propria parte nel contenere la diffusione del virus. Ma soprattutto il governo deve fare la sua. Anzi deve cercare ogni giorno di fare di piu’. La pandemia non e’ ancora sconfitta ma si intravede, con l’accelerazione del piano dei vaccini, una via d’uscita non lontana”.

“Voglio cogliere – ha sottolineato ancora – questa occasione per mandare a tutti un segnale vero di fiducia. Anche in noi stessi. Ringrazio, ancora una volta, i cittadini per la loro disciplina, la loro infinita pazienza, soprattutto coloro che soffrono le conseguenze anche economiche della pandemia. Ringrazio gli studenti, le famiglie e gli insegnanti che sopportano il peso della chiusura delle scuole. Ringrazio gli operatori sanitari, le forze dell’ordine, le forze armate, la Protezione Civile e tanti altri lavoratori in prima linea per la loro incessante opera. Sono anche questi esempi di responsabilita’ civica e professionale, di cittadinanza italiana attiva che impongono al governo di moltiplicare ogni sforzo”, ha aggiunto, “siamo solo all’inizio. Il nostro compito e mi riferisco a tutti i livelli istituzionali e’ quello di salvaguardare con ogni mezzo la vita degli italiani e permettere al piu’ presto un ritorno alla normalita’. Ogni vita conta”. Non bisogna – ha rimarcato – “perdere un attimo, non lasciare nulla di intentato, compiere scelte meditate, ma rapide”. “Non voglio promettere nulla che non sia veramente realizzabile. Le mie preoccupazioni sono le vostre preoccupazioni. Il mio pensiero costante e’ diretto a rendere efficace ed efficiente l’azione dell’esecutivo nel tutelare la salute, sostenere chi e’ in difficolta’, favorire la ripresa economica, accelerare le riforme”, ha concluso.

Photo by Hakan Nural 

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