Crosetto, è il Parlamento e non la magistratura, a decidere le regole dello Stato. Serve un tavolo di pace. Dal ’94 ad oggi scontro in atto

19 Dicembre 2023
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 “Penso sia legittimo che noi ci chiediamo e definiamo, con questo Parlamento e non il governo, le regole entro le quali si confrontano, interagiscono, lavorano i poteri dello Stato: la rappresentanza appartiene alla politico. La rappresentanza non appartiene alla magistratura e neppure all’Esecutivo: appartiene per la Costituzione a quest’aula e a quella del Senato, appartiene al Parlamento”. Così il ministro della Difesa Guido Crosetto alla Camera nell’informativa urgente in merito alle sue recenti dichiarazioni sulla magistratura.  “Non può essere il presidente di un’associazione di categoria che decide a chi appartiene la rappresentanza”, perché “appartiene al Parlamento”, ha detto il ministro. Sui principi costituzionali si poggia la democrazia, e tra questi “c’è la prevedibilità del giudizio”, ha osservato.

 “Ho capito che esiste da parte della magistratura la percezione di un attacco. Penso che nessun potere, nessun organo dello Stato debba sentirsi sotto attacco da parte di un altro, o limitato nelle sue azioni dall’altro».

 “Il mio non è stato un attacco alla Magistratura, io ho profondo rispetto per la magistratura. Le mie sono state riflessioni e preoccupazioni riguardo alcune tendenze che vedo emergere nelle discussioni dei magistrati. Non emergere in modo carbonaro, ma in modo molto evidente”.

 “Sarebbe l’ora di costruire un tavolo” di pace nel quale si muovono le regole per la convivenza nei prossimi anni. Non è possibile che ci sia uno scontro dal ’94 a oggi senza riportare la discussione e la composizione all’interno di quest’aula, che per la Costituzione è il luogo dove le regole vengono fatte”. 

Immagini messe a disposizione con licenza CC-BY-NC-SA 3.0 IT

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