Chiappori: Giorgetti mi è venuto a trovare, ma non cambio idea, parto con Grande Liguria. Padroni a casa nostra

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di Stefania Piazzo – Giacomo Chiappori è un tassello della storia della prima Lega. Già parlamentare e, su mandato esplorativo di Umberto Bossi, anche segretario di Alleanza Federalista, con l’obiettivo il seminare il pensiero autonomista nel mezzogiorno, sta facendo parlare di sè per lo strappo con la Lega di Salvini.

Bossiano da capo a piedi, Chiappori, al secondo mandato di sindaco a Diano marina, ci racconta, proprio prima di entrare nella conferenza stampa con cui ufficializza la sua corsa a presidente alle regionali nella squadra di Grande Liguria, confederata a Grande Nord di Roberto Bernardelli e Monica Rizzi, le ragioni della sua scelta.

Chiappori, allora ha lasciato la Lega?

“Io non l’ho lasciata. Ho cambiato percorso. Io non do mai le dimissioni. Facciano loro… D’altra parte questa Lega non c’è più, e abbiamo risolto già il problema”.

L’onorevole Giorgetti l’ha invitata a dormirci su. Lei lo ha fatto?

“Giancarlo è un amico. Mi è venuto a trovare, ne abbiamo parlato, comprende meglio di chiunque altro le mie ragioni”.

Le ha detto altro Giorgetti?

“No comment”.

Non insistiamo. Però ci dica almeno se vede un futuro nella Lega di Salvini.

“Non parliamo più di Lega ma di un altro soggetto politico. La mia scelta di cercare strade alternative per vivere i miei ideali nasce non solo dal corso nazionale della Lega ma anche per valutazioni sull’ambito territoriale amministrativo. Ci sono principi dimenticati”.

Quali concetti, Chiappori?

“In primis, padroni a casa nostra. E questo vale sia chiaro, da Nord a Sud. Io parto dalla mia Liguria. E questo mi riporta da dove sono partito, dalla federazione di movimenti, dall’unire un bacino socioeconomico omogeneo per dare risposte politiche. La Lega oggi decide e pensa da Roma. Questo l’ho detto anche a Giorgetti. Poi aggiungo che questa ultima generazione di leghisti è presuntuosa e poco rispettosa. Il rispetto che avevamo noi, tra di noi e verso Umberto Bossi questi se lo sognano. E’ gente da carega. Bossi faceva da capofila, il resto faceva la sua parte. Questi se viene meno Salvini, sono disperati. E dove vanno?!.

Ora attraverso Grande Nord ho avuto la possibiltià di creare Grande Liguria. E il primo passo politico sarà quello di chiedere per la Liguria lo statuto speciale. Le regioni devo legiferare non in concorrenza con lo stato ma in forza di una autonomia legittima. E’ il sogno che avevano i leghisti nel cassetto. Finita la Lega il sogno va avanti”.

Fa previsioni dopo il 20 settembre?

“Queste sono elezioni veloci, è una impresa, oserei dire che è una “guerra”. Però la facciamo”.

Ha più sentito Bossi?

“E’ un po’ che non ci sentiamo. Lui è comunque aggiornato. Ma mi piacerebbe sentire una sua battuta su questa avventura”.

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